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Non regge l'accusa di stalking, assolto giovane riminese separato in casa

Cronaca Rimini | 05:34 - 09 Dicembre 2018 Non regge l'accusa di stalking, assolto giovane riminese separato in casa

Il rapporto travagliato con l'ex moglie era sfociato in una denuncia per atti persecutori. Un 34enne riminese, difeso dagli avvocati Luca Nebbia ed Emanuela Guerra, è stato però assolto. La stessa pubblica accusa aveva derubricato il reato contestato all'imputato in violenza privata, chiedendone la condanna a 8 mesi di reclusione. Il 34enne, affetto in passato da problemi di tossicodipendenza, era stato condannato in primo grado a 1 anno e 3 mesi di reclusione: colpa di alcune piantine di canapa che i Carabinieri avevano trovato nella sua abitazione, in un piccolo ripostiglio. Tuttavia il giovane ha iniziato un percorso riabilitativo al Sert, che lo ha portato fuori dal tunnel della droga.

CONIUGI SEPARATI IN CASA. Marito e moglie, anche dopo la separazione, erano rimasti sotto lo stesso tetto, in un'abitazione appartenente ai genitori di lui. Dormivano in camere separate, ma la convivenza, secondo quanto denunciò la ragazza, divenne complicata quando il 34enne iniziò a manifestare sintomi di depressione, assumendo comportamenti bizzarri, quali l'allestimento di un vero e proprio altare, in una stanza, le cui parete furono decorate da disegni e scritte inneggianti a Bob Marley. Inizialmente, nella denuncia, fu riportato anche un episodio di tentata violenza sessuale, un palpeggiamento insistito, ma poi la donna aveve ritrattato questa accusa. 

LA TESI DIFENSIVA. Episodi di violenza sessuale non si erano dunque verificati, mentre il fatto che l'imputato si fosse mostrato in un'occasione nudo all'ex moglie, ha spiegato la difesa, non costituiva una molestia, ma era semplicemente un atto goliardico. Le bizzarrie dell'imputato, che lui ha giustificato appellandosi a un proprio estro artistico e alla necessità di scrivere frasi auto-motivanti per uscire dalla propria crisi, non potevano avere rilevanza penale, hanno rilevato i legali. A inguaiare il 34enne era soprattutto un episodio, alcuni messaggi minatori inviati al telefono dell'ex moglie. Quella sera lei, probabilmente preoccupata per gli atteggiamenti dell'ex marito, lo aveva chiuso fuori casa. Il 34enne aveva cercato di rientrare nell'abitazione passando dal balcone, ma arrampicandosi, aveva perso la presa. La rabbia per quella caduta lo aveva spinto ad alzare i toni.