Domenica 21 Aprile19:20:36
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Rimini Calcio, contatti con l'avvocato modenese Samorì: il matrimonio con Grassi è possibile?

Sport Rimini | 11:34 - 04 Dicembre 2018 Rimini Calcio, contatti con l'avvocato modenese Samorì: il matrimonio con Grassi è possibile?


Ci sarà l'avvocato Gianpiero Samorì nel futuro del Rimini? Lo scopriremo solo vivendo, per dirla con Lucio Battisti. Samorì, tra le (tante) altre cose presidente di Banca Modenese e Assicuratrice Milanese, editore, socio di riferimento della holding di partecipazioni Modena Capitale che amministra un patrimonio di circa 200 milioni di euro, presidente e fondatore del partito politico MIR - Moderati Italiani in Rivoluzione - ,vuole entrare nel calcio.
“Già, perché il calcio resta sempre un bel veicolo promozionale e per chi ha il pallino della politica come lui garantisce una efficace visibilità. Guardi Berlusconi: lo ha reso celebre il Milan prima della politica” spiega Giulio Mongardi, classe 1943, noto consulente finanziario faentino, in rapporti d’affari e di amicizia con l’avvocato modenese.

Ebbene, dopo aver dato invano in estate l’assalto al Modena trovando competitori più agguerriti di lui come il gruppo Kerakoll e Immergas (quest’ultimo ora guida il club canarino), Samorì si è fatto sotto recentemente col Cesena, trovando però un muro di gomma nel presidente Corrado Augusto Patregnani: il Cesena cerca solo investitori del territorio, ha spiegato il numero uno del neonato club bianconero.
“E pensare che avevano proposto un impegno di 250 mila di euro per la campagna acquisti di rafforzamento invernale e un ingresso in società dopo la promozione in serie C con acquisto della maggioranza delle quote e un sensibile impegno finanziario” sospira Mongardi, conosciuto in Romagna per la lunga militanza politica (per 12 anni è stato nella segreteria di De Michelis), già con Giancarlo Minardi nel Faenza Calcio (“Diedi io Floccari al Rimini”), in rapporti col tessuto imprenditoriale romagnolo a 360 gradi, da queste parti in passato al fianco di Gerardo Filiberto Dasi (“Il mio sogno è rilanciare il Centro Pio Manzù come ponte per i rapporti con l’Africa e i Paesi del Golfo”).

Mongardi, dopo il Cesena il Rimini potrebbe essere un obiettivo di Samorì?

“Nel febbraio di quest’anno ho conosciuto Grassi nell’ambito dell’operazione legata all’arrivo per un breve periodo di Davide Di Stefano, un ’99 del Catania; con lui e con l’amministratore Tiziano Fabbri ho tastato il terreno, si è parlato del Centro della Gaiofana, un motore indispensabile per l’attività del club. Su questo punto siano entrati nel merito, abbiamo parlato di cifre, dell’intervento del credito sportivo. Roba da 3,5-4 milioni di euro. Gli diedi la nostra disponibilità soprattutto in prospettiva: la serie C – gli dissi – è una rimessa totale, bisogna assolutamente salire in serie B altrimenti si rischia di finire schiacciati. Il discorso è rimasto lì, in sospeso. Grassi ha preferito andare avanti da solo. Gli caldeggiai la candidatura di Acori, un allenatore che stimo e al quale sono legato da una profonda amicizia nata nel 2002. Quando Grassi lo ha scelto dopo l’esonero di Righetti, forse si è ricordato delle mie parole. E forse ora, leggendo certe sue dichiarazioni, sta meditando anche sui costi della terza serie”.

Il vostro gruppo è ancora interessato al Rimini Calcio?

“Stiamo riflettendo sul da farsi come forse starà facendo Grassi. Una cosa è certa: la Romagna resta il nostro unico obiettivo, Samorì la ritiene strategica, è vicina alla sua Modena e poi suo padre è di Tredozio. O la Romagna o niente”. Insomma, o Cesena o Rimini o magari Forlì.

Ora non resta che aspettare gli eventi. Grassi e Samorì, due imprenditori di spicco in settori diversi, due personalità forti, l’uno al fianco dell’altro. Possibile una sinergia con una ripartizioni di compiti per far raggiungere al Rimini traguardi ambiziosi? Lo scopriremo solo vivendo, cantava Battisti.

Stefano Ferri