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La Papa Giovanni contro il Decreto Sicurezza: 'migranti cadono nell'irregolarità, addio integrazione'

Attualità Rimini | 17:30 - 03 Dicembre 2018 La Papa Giovanni contro il Decreto Sicurezza: 'migranti cadono nell'irregolarità, addio integrazione'

"Siamo fortemente preoccupati dagli effetti del Decreto Sicurezza sulle vite dei nostri fratelli immigrati che vivono nelle nostre case famiglia e famiglie aperte. Il rischio, già tangibile in questi primi giorni dall'entrata in vigore, è far piombare i migranti nell'irregolarità, recidendo i tanti percorsi di integrazione e rinascita cui stiamo assistendo nelle nostre case. In particolare rischiano forme di esclusione sociale i migranti più vulnerabili". È quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito al Decreto Sicurezza promulgato oggi.


"Associare il fenomeno migratorio esclusivamente a quello della sicurezza - continua Ramonda - non solo è fuorviante ma rischia di sdoganare sentimenti di rifiuto e odio verso gli stranieri. Proponiamo che sia ripristinato il decreto flussi, che rappresenta il canale di ingresso regolare per lavoro in Italia, previsto dall'art. 22 D.lgs. 286/98, la cui applicazione è stata bloccata negli ultimi anni. A questo si dovrebbe reintrodurre il sistema dello sponsor, a chiamata diretta, anche da parte di privati per l'inserimento nel mercato del lavoro del cittadino straniero". Per il Presidente della Papa Giovanni XXIII, l'associazione fondata a Rimini da don Oreste Benzi, la migrazione è un fenomeno che va regolamentato, non può semplicemente essere negato. "Occorre pertanto aumentare la quota percentuale del Pil destinato alla cooperazione allo sviluppo - conclude - e favorire i canali di ingresso sicuri e legali, tra cui i corridoi umanitari, per promuovere una reale ed efficace integrazione".