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Droga in casa, noto Bodyguard accusò i Carabinieri: "L'hanno messa loro". Indagato anche per calunnia

Cronaca Rimini | 07:41 - 02 Dicembre 2018 Droga in casa, noto Bodyguard accusò i Carabinieri: "L'hanno messa loro".  Indagato anche per calunnia

Accusò i Carabinieri di avere messo tracce di cocaina in casa sua per "incastrarlo", ma non solo: disse che i Militari erano consumatori dello stupefacente. Un noto bodyguard riccionese, 56 anni, si trova a processo per calunnia, procedimento parallello a quello per spaccio, terminato in primo grado, nel luglio 2014, con la condanna a 3 anni di reclusione. L'imputato, in passato bodyguard di celebrità come Stallone, Madonna e Gianni Versace, fu arrestato nel 2010, essendo stati trovati 22 grammi di cocaina, per un totale di 27 dosi, nella sua automobile. Disse che quella droga era per uso personale: ma la perquisizione domiciliare, effettuata dagli uomini del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Riccione, fece emergere tracce di cocaina in alcuni barattoli vuoti di integratori.

LA CONTRO ACCUSA. Secondo il bodyguard, erano stati gli stessi Carabinieri a mettere tracce di droga in quei barattoli. I bilancini di precisione trovati servivano solamente per pesare gli alimenti: cultore della forma fisica, seguiva una dieta particolarmente rigorosa. Il 56enne, difeso dall'avvocato Marco Lunedei, non esitò a ripetere le sue accuse verso i Carabinieri nel processo in cui era imputato per spaccio. I Militari all'epoca in forza al Nucleo Operativo dell'Arma di Riccione si sono costituiti parte civile, affidando la procura all'avvocato Moreno Maresi. Tre Carabinieri hanno preso parola in udienza martedì 27 novembre, ricostruendo la vicenda. Nella prossima udienza, in programma a inizio 2019, saranno invece sentiti i testimoni della difesa.