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Da Marilena in poi oltre 100 riminesi impegnati in volontariato internazionale come Silvia Costanza Romano

Attualità Rimini | 12:13 - 23 Novembre 2018 Da Marilena in poi oltre 100 riminesi impegnati in volontariato internazionale come Silvia Costanza Romano

Il vicesindaco del comune di Rimini Gloria Lisi interviene sulla vicenda del rapimento della volontaria Silvia Costanza Romano, ricordando l'impegno dei volontari e cooperanti riminiesi, oltre un centinaio, in territori difficili. Da Marilena Pesaresi, che oltre 50anni fa partì per la sua prima missione, a tutte quelle " giovani braccia operose e soprattutto di menti" di cui "la nostra città è piena". Sostegno incondizionato per la comunità "vasta, impegnata, attenta e operosa”.

Di seguito la nota stampa del Comune

"Silvia è Marilena. Silvia ha 23 anni e ha voluto il Kenya, Marilena ne aveva poco più di 30 quando partì per la sua prima missione al confine tra Zambia e Zimbabwe. Silvia Costanza Romano, la giovane rapita in Kenya, ha fatto la stessa scelta che fece 55 anni fa Marilena Pesaresi, la dottoressa riminese motore dell’ “Operazione cuore”; ha deciso di aiutare il prossimo, di andare là dove ce n’è bisogno, in quell’Africa così bella e allo stesso tempo così difficile. Di essere vicina a chi ha meno difese, i bambini.

Per il suo impegno, per il suo essere “donna dal cuore grande" come la chiamano in Zambia, o "Il leone che sa" come la definiscono in Zimbabwe, la dottoressa Pesaresi esattamente 20 anni fa fu insignita del Sigismondo d’oro, per essersi “fatta mente attenta e braccio operoso” di una catena di solidarietà che ha unito Africa e Rimini. E di giovani braccia operose e soprattutto di menti attente la nostra città è piena: ragazze e ragazzi che, come Marilena e come Silvia, ogni anno scelgono di investire il loro tempo e i loro risparmi per andare a vedere con i propri occhi cosa significa povertà, cosa vuol dire vivere tra le tensioni e le guerriglie quotidiane. E’ un popolo silenzioso, attivo e numeroso: sono oltre un centinaio le riminesi e i riminesi che in questo momento sono presenti in Zimbabwe, Kenia, Senegal, Palestina, Colombia, Libano, Albania, Bangladesh e Cambogia. Ragazzi che magari rinunciano alle vacanze con gli amici, che risparmiano durante l’anno per potersi pagare il viaggio (economicamente impegnativo) e raggiungere le missioni, che organizzano iniziative di autofinanziamento attraverso le associazioni del terzo settore a cui fanno riferimento per raccogliere quanto necessario per garantirsi l’opportunità di vivere un’esperienza che, fuori da ogni retorica, lascia un segno indelebile in che la compie e in chi la riceve. Tra le tante mi piace anche segnalare i ragazzi dell’istituto Einstein, impegnati questa estate in una missione in Messico e gli scout del clan Karif della parrocchia del Crocifisso, che si sono recati proprio in Kenya.

Silvia Costanza Romano è uno dei volti di una comunità vasta, impegnata, “attenta e operosa”, che merita sostegno incondizionato. Un popolo di giovani che sa essere indifferente e alzare le spalle davanti all’odio da tastiera e ai pregiudizi stupidi che si riversano come una facilità disarmante per bocca di chi l’Africa probabilmente la conosce solo per i villaggi turistici e che non sa alzare lo sguardo oltre il proprio giardino. Silvia, Marilena – e aggiungo Massimo Migani, dottore quarantenne che ha raccolto l’eredità della Pesaresi in Zimbabwe rinunciando alla sua carriera a Rimini - e tutti gli altri sanno invece guardare lontano, oltre agli ignobili attacchi strumentalizzati ad arte da chi non ha un briciolo di valori oltre che di decenza”.