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Più negozi aperti uguale più luci e più sicurezza: Confcommercio Rimini, attenzione al problema usura

Attualità Rimini | 14:32 - 22 Novembre 2018 Più negozi aperti uguale più luci e più sicurezza: Confcommercio Rimini, attenzione al problema usura

"La nostra sfida è quella di appassionare alla legalità”. E’ con queste parole del presidente di Confcommercio – Imprese per l’Italia, Carlo Sangalli, che si è aperta ieri a Roma la giornata di mobilitazione nazionale “Legalità, mi piace!”, giunta alla sesta edizione. All’evento, seguito in streaming anche a Rimini, ha partecipato anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha sottolineato come “legalità vuol dire sicurezza per chi alza la saracinesca la mattina. A me interessa che i negozi aprano, perché sicurezza sono anche le luci del negozio che si accendono”.


IL COMMENTO DI GIANNI INDINO. “Non posso che concordare con quanto dichiarato dal ministro Salvini durante l’evento a Roma cui ha partecipato con il nostro presidente nazionale Carlo Sangalli – dice il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino - e cioè il suo auspicio che i negozi aprano, perché sicurezza sono anche le luci del negozio che si accendono. Un concetto che come Confcommercio portiamo avanti da anni su ogni tavolo, anche qui a Rimini. Basta leggere le cronache dei nostri quotidiani, in questi giorni a proposito dell’usura, per comprendere quanto la mancanza di legalità sia un problema attuale anche sul nostro territorio. A livello locale siamo ogni giorno impegnati per la sensibilizzazione, ma anche con azioni più mirate come lo stanziamento di fondi alle imprese per l’installazione di videosorveglianza messo in atto dall’Ente Bilaterale di cui facciamo parte insieme alle rappresentanze territoriali dei lavoratori. Giornate come queste sono importanti per sensibilizzare su temi così odiosi, ma così presenti e striscianti nella nostra società, contro le nostre imprese. Grande attenzione va posta al credito, per evitare che le difficoltà e gli ostacoli che incontrano le imprese per accedervi possano diventare terreno fertile per la criminalità. 


UN CONVEGNO SULLA LEGALITA'. Per discutere di legalità, l’EBC Rimini ha organizzato per lunedì 30 novembre (Fiera di Rimini, ore 14:30, ndr) il convegno dal titolo “L’esigenza di legalità nel terziario e nel turismo come motore di crescita”.  La giornata nazionale “Legalità, mi piace!” è stata anche l’occasione per analizzare e denunciare l’entità e le conseguenze dei fenomeni criminali sull’economia reale e sulle imprese. 


L'INDAGINE. L’indagine Confcommercio GfK Italia sui fenomeni criminali ha evidenziato informazioni a livello nazionale e regionale. Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, l’incidenza di chi percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza è leggermente superiore alla media nazionale (30%  a fronte del 26% nazionale). Rispetto all’indagine 2017, abusivismo e furti (entrambi con incidenza sopra la media nazionale) sono i fenomeni maggiormente percepiti in aumento, a cui seguono contraffazione e rapine. Nella nostra regione l’esperienza diretta e indiretta di criminalità è nettamente inferiore alla media nazionale (13% a fronte del 23% nazionale) come tutto il nord Italia. Per quanto riguarda le iniziative messe in atto a contrasto, l’Emilia Romagna è in linea con la media nazionale nella graduatoria delle misure di prevenzione e tutela adottate, ma leggermente indietro alla media nell’uso di telecamere e vigilanza privata. La certezza della pena e la maggiore protezione del territorio da parte delle forze dell’ordine vengono indicate dalle aziende dell’Emilia Romagna più spesso rispetto alla media. La quasi totalità delle aziende interpellate, ritiene poco o per niente efficaci le leggi che contrastano i fenomeni criminali, con un’incidenza di chi esprime il giudizio “per niente” significativamente più alta della media (46% a fronte del 37% nazionale). Particolarmente alta l’incidenza di chi esprime, in Emilia Romagna, parere molto favorevole verso l’inasprimento delle pene (72% a fronte del 64% nazionale). Anche nella nostra regione la maggioranza delle imprese ritiene che non si scontino realmente le pene per i crimini commessi, e la quota dei “certamente no” è leggermente più alta (36% a fronte del 32% nazionale). Infine, l’eccessivo prelievo fiscale e la criminalità sono maggiormente percepiti come i problemi più gravi del Paese dalle aziende dell’Emilia Romagna.