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Tre giovani riminesi conquistano l’Himalaya. A piedi con lo zaino superano i 4000 metri

Attualità Rimini | 22:48 - 24 Novembre 2018 Tre giovani riminesi conquistano l’Himalaya. A piedi con lo zaino superano i 4000 metri

Il 5 novembre Marco Capelli, Matteo Giorgetti, ed Emanuele Tumulo sono partiti da Riccione con destinazione Kathmandu, in Nepal, da cui poi hanno cominciato il loro viaggio che li ha portati al campo base dell’Annapurna, uno dei 14 monti che superano gli 8000 metri sulla Terra, tristemente noto per le copiose valanghe. Dopo un paio di spostamenti in jeep fino al villaggio di partenza e qualche giorno di acclimatamento, il 9 novembre è partita l’escursione vera e propria. 

Dopo aver ricevuto la benedizione che i santoni indù impartiscono a tutti gli escursionisti che vanno a visitarli, i tre amici sono partiti a piedi, zaino in spalla, senza guide, senza portatori, soli con loro stessi, per arrivare a 4.130 metri, al campo base del monte che la popolazioni del posto considerano tutt’ora il santuario dove vivono numerose divinità.

Il tempo purtroppo non è stato clemente e li ha costretti a forzare le tappe per arrivare e tornare il prima possibile a causa della pioggia e dell’umidità che non ha dato loro molta tregua.  In questo modo sono riusciti ad accorciare il percorso di un paio di giorni.

In tre giorni di cammino, a volte estenuante, l’11 novembre sono arrivati al campo base e davanti a loro si è spalancata l’incredibile visuale di sua maestà Annapurna (in nepalese “ dea dell’abbondanza” ), che durante tutta la salita rimane nascosta agli occhi degli escursionisti. Il percorso è stato compiuto in totale autonomia, e nonostante i sentieri fossero affollati da escursionisti da tutto il mondo (forse anche troppi, osserva Matteo) i tre amici hanno voluto compiere l’ascesa in totale solitudine, camminando ognuno col suo passo e dandosi appuntamento lungo la strada per ritrovarsi. 

Alla sera poi nei Lodge Himalayani, anche per combattere il freddo pungente che ha raggiunto i -12 gradi, veniva fuori il tipico spirito romagnolo e, trovata una chitarra, Marco ha portato la nostra riviera ad alta quota insegnando a tutti, italiani e stranieri, l’immancabile Romagna mia.

Per il ritorno hanno seguito un altro percorso attraverso la giungla dove hanno potuto vedere le scimmie e attraversare ponti sospesi mozzafiato e alla sera del 14, in anticipo di più di un giorno sulle previsioni, sono riusciti a concludere il trekking, stanchissimi ma pieni di orgoglio per la riuscita dell’impresa, perdipiù senza l’aiuto di agenzie, guide o Sherpa. Mentre Matteo e Marco sono tornati in Italia da qualche giorno, Emanuele si fermerà in Nepal per altri 15 giorni, per compiere altre escursioni in cima al mondo cercando di portare a termine in totale autonomia anche l’Annapurna Circuit, famoso percorso su un altro versante dello stesso monte.