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Terremoto, sicurezza e rilancio del settore edile: Cgil Rimini chiede interventi

Attualità Rimini | 11:54 - 21 Novembre 2018 Terremoto, sicurezza e rilancio del settore edile: Cgil Rimini chiede interventi

Terremoto, la Cigil Rimini con una nota stampa interviene sulle criticità alle quali mettere mano per rendere più sicura la città, evitare problemi seri e rilanciare il settore edile. 

La Fillea Cgil, denuncia la mancanza di politiche strutturali e di un’attenzione profonda e duratura dei Governi degli ultimi anni.

Viene richiesta la realizzazione di un piano di consolidamento antisismico degli immobili, usando anche il "bonus sisma".

Confronti, controlli ed interventi strutturali che potrebbero anche dare un contributo al settore edile da anni in crisi.

Di seguito la nota stampa di Renzo Crociati Segretario Generale Fillea Cgil Rimini


Il territorio di Rimini – come ci ha ricordato nei giorni scorsi il presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Rimini Andrea Barocci - è stato classificato come sismico solo a settembre del 1983 quando oltre il 70% degli edifici era già stato realizzato. 

La consapevolezza del rischio, che non può essere avvertita soltanto per effetto dell’allarme creato dalle scosse di terremoto, deve farci intervenire in un duplice modo. Oltre al prioritario compito di evitare tragedie umane e materiali, infatti, può dare anche un significativo contributo al rilancio del settore edile, colpito, in questi anni, molto duramente dalla crisi. 

La Fillea Cgil, denuncia la mancanza di politiche strutturali e di un’attenzione profonda e duratura, da parte del Governo attuale e dei Governi precedenti, in merito alla messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e idrogeologico.

Un’urgenza che riguarda anche i Comuni del nostro territorio, per i quali è necessaria la realizzazione di un piano di consolidamento antisismico degli immobili essendo classificati come zona sismica di livello 2. 

A fronte di tale classificazione i proprietari di abitazioni, ma anche di imprese all’interno delle quali ogni giorno si trovano i lavoratori, possono, sin da subito, iniziare i lavori di adeguamento antisismico usufruendo del “bonus sisma”, realizzato dal precedente Governo e tuttora in vigore, ricevendo una detrazione di imposta da recuperare in 5 anni.

Tale detrazione, che rappresenta forse l’unica misura significativa adottata in questi anni per fronteggiare il pericolo sismico, può apportare un rientro fiscale, compreso tra il 70% e l’85% del costo sostenuto per la ristrutturazione, in base alla riduzione di classi di rischio. 

Un’agevolazione molto importante che andrebbe divulgata e sostenuta con forza anche dalle parti sociali, dai datori di lavoro e dai cittadini, insieme alle Amministrazioni Comunali.

La Fillea Cgil, considerando prioritaria la sicurezza dei lavoratori e della popolazione tutta, è da subito disponibile a dare il proprio contributo per sensibilizzare maggiormente la cittadinanza e le Istituzioni, facendo anche leva sulla consapevolezza che i costi di una manutenzione preventiva sarebbero nettamente inferiori rispetto a quelli che si dovrebbero sostenere per la ricostruzione dopo le tragedie, sia in termini umani che economici.

A tal fine stiamo organizzando un percorso di iniziative e momenti di confronto fra esperti del settore e amministratori locali a cui chiediamo un’attenzione ed un impegno maggiormente vigile su tale tema.

Inoltre, avviare un tale processo significherebbe dare anche un contributo determinante in termini lavorativi rispetto ad un settore che ha visto in dieci anni ridurre del 50% i suoi addetti.