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Saludecio, mostre e conferenze per festeggiare i 17 anni del museo del Beato Amato

Eventi Saludecio | 06:23 - 16 Novembre 2018 Saludecio, mostre e conferenze per festeggiare i 17 anni del museo del Beato Amato

In occasione del XVII compleanno Marco Musmeci, direttore del Museo di Saludecio e del Beato Amato, insieme a tutti i volontari che aiutano la vita del Museo, intendono celebrare questo anniversario, con una conferenza del prof. Alessandro Marchi, dal titolo Trecento diffuso. I pittori riminesi dalla città alle valli, tra Romagna e Montefeltro. E' la seconda tappa di un viaggio alla scoperta della Storia dell'Arte attraverso i secoli. Lo scorso anno sempre il prof. Marchi aveva esposto l'Arte al tempo di Santo Amato Ronconi -il secolo XIII- quest'anno seguendo l'ordine cronologico, l'attenzione riguarderà soprattutto la pittura della Scuola del Trecento riminese.

Nel 1299-1301 Giotto affresca la Chiesa di San Francesco di Rimini (oggi Cattedrale – Tempio Malatestiano) e la celebre croce dipinta (ultima reliquia riminese del passaggio del maestro). Il suo fare divenne insegnamento per molti artisti riminesi che furono riconosciuti come una vera e propria scuola giottesca. Di alcuni conosciamo il nome: Giuliano, Pietro, Giovanni Baronzio; di altri viene riconosciuto un proprio linguaggio stilistico ma senza firma, ci sono allora degli pseudonimo: Maestro di Verucchio, Maestro di Montefiore Conca, etc..

Opere di questo gruppo di artisti sono sparse tra Rimini, l'Emilia-Romagna, le Marche e anche sull'altra sponda dell'Adriatico. Sono conosciuti soprattutto le tipiche croci dipinti, ma anche alcuni spettacolari polittici e straordinari cicli di affreschi (Chiesa di Sant'Agostino a Rimini, Refettorio dell'Abbazia di Pomposa, Cappellone di San Nicola a Tolentino); annovera altresì esempi di miniatura di alta perizia come lo sono le immagini e le decorazioni negli Antifonari in pergamena di Neri da Rimini.

La qualità raggiunta è davvero eccezionale per l'epoca, tutto però termina con la peste del 1348. Anche le pitture murali di Giotto si perdono con la trasformazione della chiesa francescana in Tempio Malatestiano. Tuttavia anche attraverso il terremoto del 1916, con la scoperta degli affreschi in Sant'Agostino si accende l'interesse su questi artisti. Determinante è stata poi nel 1935, l'esposizione curata da Cesare Brandi "Mostra della pittura riminese del Trecento". Quella fu davvero l'occasione di riscoperta attraverso un insieme che è stato in parte anche riproposto nell'esposizione del 1995 "Il Trecento Riminese. Maestri e botteghe tra Romagna e Marche", tenutasi sempre a Rimini.

Grande è l'interesse attuale su questa Scuola, in tempi recenti (2017) anche la National Gallery di Londra ha dedicato una mostra a Giovanni da Rimini.

Proprio per dare ampiezza ad un discorso che spesso tende e limitare lo sguardo sulle singole opere, il titolo della conferenza -che si terrà venerdì 16 novembre 2018 alle ore 21.00 nella sala polivalente della Biblioteca comunale di Saludecio- è: Trecento diffuso. I pittori riminesi dalla città alle valli, tra Romagna e Montefeltro.

Il prof. Alessandro Marchi è attualmente il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina e della Fortezza rinascimentale di San Leo, è stato ispettore della Soprintendenza per i Beni Storici ed Artistici di Urbino (dove era responsabile delle sezioni del Trecento, del Quattrocento e dei capolavori della Galleria Nazionale nel Palazzo Ducale di Urbino ed inoltre responsabile del Montefeltro e di alcune zone purtroppo recentemente terremotate nelle Marche), è stato inoltre docente di Storia dell'Arte medioevale presso l'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna. Ha scritto molto spesso sulla pittura del Trecento riminese: si ricorda il catalogo dell'esposizione del 1995; il volume sugli affreschi di Sant'Agostino; nonché la curatela di numerose mostre che hanno viste allestite opere del secolo XV ("Arte francescana  tra Montefeltro e Papato 1234-1528" a Cagli 2007; "Arte per mare. Dalmazia, Titano e Montefeltro dal primo cristianesimo al Rinascimento" a San Leo e San Marino sempre nel 2007).

Il prof. Marchi è un profondo conoscitore anche delle opere del Museo di Saludecio e del Beato Amato: a lui si deve l'importante mostra tenutasi a San Leo nel 1999 "Seicento Eccentrico: Pittura di un secolo da Barocci a Guercino tra Marche e Romagna" e nella quale furono esposte le celebri tele di Guido Cagnacci e del Centino, quando ancora il Museo saludecese non esisteva.

Nel ricordare che il Museo di Saludecio e del Beato Amato è aperto la domenica dalle ore 15.00 alle ore 17.00 con ingresso libero, si segnalano le numerose iniziative che sono attualmente in atto.

Al Museo di Saludecio e del Beato Amato:

Esposizione temporanea "Un leone col rossetto: il Lion di Andy Warhol";

Esposizione temporanea "Fratelli. Il bicchiere di latta di un soldato di trincea".

Al Museo Diocesano d'Arte Sacra di Sarsina:

Esposizione temporanea de "La Pietà di Tito Chini".

Al Museo d'Arte Sacra di Longiano:

Esposizione temporanea de "Da Battistello Caracciolo, una copia del San Giuseppe con Gesù Bambino".

In ultimo si rammenta che, c'è tempo fino alla mese di novembre per segnalare il Museo di Saludecio e del Beato Amato quale uno dei "Luoghi del Cuore" per l'iniziativa del FAI - Fondo Ambiente Italiano.

Per informazioni: museo.santo.amato.saludecio@gmail.com