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Imprenditore russo vuole comprare la Latteria di San Marino, è polemica a livello politico

Attualità Repubblica San Marino | 10:34 - 13 Novembre 2018 Imprenditore russo vuole comprare la Latteria di San Marino, è polemica a livello politico

La Latteria di San Marino va a un imprenditore russo: la conclusione dell'accordo sta per arrivare, ma non mancano le polemiche. Lo riferisce San Marino Rtv, ricordando che dell'arrivo di un nuovo investitore russo sul Titano si fa riferimento in una delibera del Congresso di Stato del 30 ottobre. Si tratta di Oleg Evseev, al quale sarà concessa la residenza dopo che lo stesso acquisterà il 100% della Latteria di San Marino srl di Montegiardino. Nei piani rientra anche l'assunzione di quattro nuovi lavoratori, così da arrivare a nove occupati totali. Si parla di un affare di circa 3 milioni di euro e la firma sarebbe imminente. Per gli imprenditori russi, San Marino rappresenta un Paese strategico per l'export verso Mosca, come lascia intendere chi lavora nel settore caseario. Un commento sulla questione - aggiunge l'emittente - arriva dall'attuale amministratore della Latteria, Paolo Bernardi, imprenditore piemontese che scelse il Titano nel 2015. Anche Bernardi guardava alla Russia come uno dei mercati di sbocco e per questo, racconta, avviò tramite Governo e uffici preposti le richieste per ottenere i necessari permessi dalla Russia. Ma i documenti non sono mai arrivati, spiega in sostanza Bernardi che, allo stesso tempo, tiene a precisare di aver sempre ricevuto disponibilità e apertura dalle istituzioni sammarinesi. Attualmente la latteria lavora materie prime dal Titano e da fuori confine. Sulla 'questione residenze' le opposizioni hanno espresso perplessità. In particolare Denise Bronzetti, del Partito socialista, ha parlato di interessi russi "sempre più presenti" nel territorio e di "strane movimentazioni" in import-export di prodotti agroalimentari. Commenta il segretario di Stato all'Industria, Andrea Zafferani: "se le imprese sono reali, producono a San Marino e le nostre scelte di politica estera favoriscono tutto questo, ben venga".