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Rimini, avvocati penalisti in sciopero tre giorni contro la riforma della giustizia voluta dal governo Conte

Attualità Rimini | 12:52 - 09 Novembre 2018 Rimini, avvocati penalisti in sciopero tre giorni contro la riforma della giustizia voluta dal governo Conte

Nella giornata di giovedì, la Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane ha deliberato una astensione collettiva dalle udienze penali dal 20 al 23 novembre. 

La Camera Penale di Rimini aderisce con piena convinzione alla iniziativa di protesta.


In una nota, si legge che "La recente accelerazione impressa dalle forze politiche che sostengono la maggioranza di Governo ai diversi progetti di legge afferenti il diritto penale sostanziale e processuale non può lasciare inerte la classe forense". La deriva giustizialista intrapresa negli ultimi anni dal Legislatore sta subendo un ulteriore traino dalle spinte populiste che in materia di Giustizia paiono animare gli intenti e l’operato dei protagonisti della politica, rischiando di compromettere decenni di conquiste democratiche quali il giusto processo, il diritto alla difesa, la durata ragionevole del procedimento, il fine rieducativo della pena, che modellano il processo penale delineato dagli articoli 24, 25, 27 e 111 della nostra Carta Costituzionale".


I penalisti riminesi puntano il dito sulla "soppressione del giudizio abbreviato per i reati più gravi, l’inasprimento generalizzato delle pene per i reati contro la pubblica amministrazione e la revisione del bilanciamento tra le circostanze attenuanti e aggravanti, l’introduzione dell’agente provocatore nei procedimenti per i reati dei cd. “colletti bianchi”, l’uso indiscriminato delle misure di prevenzione patrimoniali, il blocco della prescrizione dopo la pronuncia della sentenza di primo grado, la compressione dei benefici penitenziari".


La riforma ha come contraltrare, evidenziano i penalisti, "la revisione della disciplina codicistica sulla legittima difesa, che diverrà “legittima”, anche mediante l’uso delle armi legalmente detenute, a prescindere da qualsivoglia vaglio della Autorità Giudiziaria". 


Non si tratta di un'iniziativa poltiica, tengono a precisare i penalisti riminesi: "Se questo è il progetto reazionario di controriforma che ha in mente la compagine di Governo, la risposta unitaria dei penalisti italiani sarà ferma, come già accaduto in passato con altre maggioranze di diverso segno e colore, a presidio del principio del “Giusto Processo” divenuto sin dal 1999 di rango costituzionale. La politica pare, infatti, sorda rispetto alle esortazioni provenienti congiuntamente dalla classe forense e dalla comunità dei giuristi, mai come ora in allarme per le conseguenze fatali che tali controriforme potrebbero avere sul nostro ordinamento processuale penale, il cui volto assumerebbe inevitabilmente le sembianze tipiche della Giustizia di uno Stato di Polizia e non più di uno Stato di Diritto. I penalisti non si pongono pro o contro questo o quel Governo o partito; sono e rimangono a fianco del cittadino e del suo diritto insopprimibile ad un Giusto Processo e reagiranno duramente, promuovendo le iniziative consentite dalla legge, ad ogni tentativo di demolire i pilastri su cui si fonda il sistema di garanzie costituzionali che ne sorreggono il peso organizzativo e ne giustificano l’onere finanziario per lo Stato".