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Per il Rimini di Acori l'ex Paolo Bravo. 'Leo l'uomo giusto, ha carisma ed è convincente'. E quel precedente...

Sport Rimini | 17:15 - 26 Ottobre 2018 Per il Rimini di Acori l'ex Paolo Bravo. 'Leo l'uomo giusto, ha carisma ed è convincente'. E quel precedente...

“Leo Acori? Il Rimini ha fatto la scelta giusta. Il mister ha trovato il feeling con la città, conosce la dinamiche, con la piazza ha un rapporto importante, ha guidato la squadra per vincere i campionati ai miei tempi e li ha vinti, e quando tre anni fa è subentrato in corsa per centrare il traguardo della salvezza ha portato a termine il suo compito tra mille problemi. Sono contento per lui”.

Paolo Bravo, un altro che il biancorosso ce l’ha nel sangue come Acori, conosce bene il mister di Tordandrea: è stato suo giocatore per sei anni arrivando dalla serie C2 alla cadetteria. Domenica il Sud Tirol di cui l'ex difensore biancorosso è il direttore sportivo da due stagioni, se lo ritroverà da avversario.  “La prima volta che mi è capitata è stata quando lui allenava proprio il Rimini, tre stagioni fa: io ero al Santarcangelo. Ebbene, perdemmo in casa al Mazzola per 1-0. Spero che al Romeo Neri l’epilogo sia diverso…” sorride Paolino.
Bravo, le conosce bene il mister. Che cosa dirà in questi giorni alla squadra?
“Leo ha carisma, sa eliminare i problemi, sdrammatizzare. Nel suo repertorio ha una grande qualità: è così convincente che i suoi interlocutori credono ad occhi chiusi a quello che dice. Per banalizzare e far capire: se un muro è bianco e deve essere rosso, il mister riesce convincerti che sì, in effetti quel muro è rosso”.
E poi?
“Se il gruppo è sano, sa infondere coraggio, fa gruppo. Un trascinatore. E’ un allenatore da cui c’è da imparare”.
Vi sentite ancora?
“Sì, spesso, abbiamo costruito un bel rapporto che va al di là del calcio”.
Ha visto all'opera il Rimini? Che idea si è fatto?
“Tre volte e sempre allo stadio Romeo Neri: contro Triestina, Pordenone e Teramo. L’ho visto bene, in palla, soprattutto nelle prime due partite. Con la Triestina ha giocato per 50 minuti a ritmi forsennati, con lo spirito giusto, mi ha colpito il suo entusiasmo. L’aggressività è stata la sua qualità migliore. In un campionato equilibrato penso possa fare bene, anche andare oltre la semplice salvezza. E’ in linea coi programmi il Rimini, mi hanno stupito le dimissioni di Luca Righetti, ma so quanto per un allenatore che lavora in casa sua sia complicato il mestiere di allenatore”.
Il Rimini non ha giocato a Terni. Per voi è meglio?
“Potrei dire che se avesse avuto 90 minuti nelle gambe sarebbe stato meglio, domenica sarà più fresco, ma è anche vero che non possiamo guardare a queste piccole cose”.
Il Sud Tirol è al terzo posto anche se in compagnia di Vicenza e Imolese con 13 punti. Tabella di marcia rispettata
“Per il momento sì, ma bastano due partite nel bene o nel male per cambiare la situazione. Noi siano reduci da due pareggi per 0-0 nelle due ultime trasferte con Fermana e Gubbio: avremmo meritato qualcosa in più”.
L’anno scorso il Sud Tirol fu eliminato in semifinale playoff dal Cosenza. Quanto è cambiata la squadra ancora allenata da Zanetti?
“La rosa è cambiata molto, è rimasta l’ossatura importante composta da sette giocatori, poi sono arrivati in 14: giovani bravi ed esperti dal curriculum importante. Tra questi c’è anche l’esterno riminese (era in Primavera con Righetti, ndr) Alessandro Fabbri, ex Santarcangelo, lo scorso anno a Mestre: negli ultimi anni gioca a sinistra. Sta facendo bene. Il Sud Tirol è una squadra che sa giocare al calcio, ha qualità tecniche a cui unisce anche doti fisiche. Purtroppo mancherà il centrocampista Morosini, uno dei giocatori più tecnicamente dotati”.
Il vostro obiettivo?
“Raggiungere i playoff per prima cosa, possibilmente nella migliore posizione possibile”. Foto da sportnews.bz.
Stefano Ferri