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Calcio C: stipendi non pagati, fideiussioni false, mancate riforme. L'allarme di Grassi: futuro a rischio

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Sport Rimini | 16:55 - 25 Ottobre 2018 Calcio C: stipendi non pagati, fideiussioni false, mancate riforme. L'allarme di Grassi: futuro a rischio

Il presidente del Rimini Giorgio Grassi non si aspettava di dover affrontare dopo otto partite le dimissioni del tecnico Luca Righetti all’indomani della sconfitta di Imola. “Mai avrei pensato che potesse accedere uun vento così fino a qualche giorno fa – spiega Grassi – Righetti in cuor suo ho capito che non se la sarebbe sentita di andare avanti ed ha fatto un gesto che gli fa onore, per il bene del Rimini a cui io devo continuare a pensare come e meglio di prima”.
Presidente, perché ha scelto Acori?
“Mi ha fatto una grande impressione, ancora superiore a quel che immaginassi. La sua carriera parla da sola, è un tecnico che ha girato tanto, di esperienza, con una media punti altissima considerate tutte le situazioni nelle quali si è trovato. Ha fatto ocvunque e non solo in biancorosso. Una scelta fatta con l’assoluta certezza che sia la migliore possibile, per oggi e mi auguro anche per per il futurodomani. E’ la terza volta che torna a Rimini, speriamo faccia bene come le altre volte, pur in condizioni diverse”.
A che traguardo può ambire questo Rimini?
“Resto convinto che la nostra rosa sia in grado di sfiorare i playoff se non di raggiungerli. Il futuro? Se Leo farà bene come ritengo non è un problema riflettere sugli anni successivi. Il nostro futuro dipende ormai poco da noi, ma dalle riforme che verranno fatte. Se il calcio di serie C continua come l’ho trovato io e com’è stato negli ultimi anni ,dovremo prendere provvedimenti. E’ un calcio non sostenibile".
Ci sarà la riforma?
“Ce n’è assoluto bisogno: serie A e B sono riempite d’oro, la C affonda. Mancano risorse e occorre intervenire sotto il profilo della fiscalità, la terza serie deve andare verso il semiprofessionismo, in tal modo si dimezzerebbero gli oneri per i club. Così non si può andare avanti. Tre club non pagano gli stipendi e siamo appena ad ottobre, un club ha presentato addirittura una fideiussione falsa. Di più: la fideiussione di 10 club con la Finworld non è stata ritenuta idonea, cinque ne hanno presentato un’altra e si vedrà se regolare o meno, le altre hanno fatto ricorso e l’hanno vinto al TFN. E’ come un medico che vuole esercitare senza avere la laurea. Ecco perché il campionato è falsato, non tanto perché ci sono squadre che hanno fatto partite per nulla. La cosa più grave è che le società che non hanno presentato le opportune garanzie hanno fatto punti allestendo organici che non si è potuto permettere chi invece le regole le ha rispettate. Bisognerebbe fermarsi fin quando non si faranno le riforme”.
Ma Grassi, l'ultimo arrivato, si è accorto che stringi, stringi, i presidenti non hanno la forza per ribaltare il tavolo: alla fine la “politica” ha il sopravvento. E si traccheggia. “La rivoluzione del calcio è pagare i propri debiti, non vincere i campionati” dice.
E in questo quadro di grande caos ci sono le difficoltà "locali”, cioè del Rimini: lo scambio di quote in cambio di pubblicità non è andato in porto, il numero di abbonamenti è inferiore a quello dell’anno scorso, sta sfumando la trattativa con Heritage Sports Holdings di Pablo Dana per il passaggio del 25 per cento delle quote societarie, non c’è ancora il main sponsor, vale a dire circa centomila euro in meno in cassa, i costi per aprire lo stadio la domenica vengono a malapena pagati dall’incasso.
Stefano Ferri

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