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Rimini Calcio, ecco Acori: 'Ho tanta voglia: i giovani sono bravi, devono avere entusiasmo". Difesa a 4

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Sport Rimini | 23:59 - 25 Ottobre 2018 Rimini Calcio, ecco Acori: 'Ho tanta voglia: i giovani sono bravi, devono avere entusiasmo". Difesa a 4

C’era anche qualche tifoso nella sede del Rimini Calcio per la presentazione di Leo Acori, alla sua terza esperienza sulla panchina del Rimini. Tra questi anche Bruno Morandi, ex dirigente ai tempi di Dino Cappelli e da sempre vicino al club biancorosso. Il tecnico, sorridente ed ottimista come sempre, è pieno di entusiasmo: ha firmato fino a giugno. Nel pomeriggio ha diretto il primo allenamento.
“A casa non potevo più stare, avevo voglia di tornare ad allenare e ringrazio il presidente per questa opportunità. Per fare al meglio il proprio lavoro e rendere al meglio devi stare in una città in cui vive bene, ecco Rimini per me è l’ideale” le sue prime parole.
Acori, ha visto all’opera la squadra?
“In passato col Villabiagio, quest’anno solo con la Triestina e il Rimini ha fatto una bella impressione per la tenacia, agonismo, generosità. Ha lottato sempre. Ecco, questa qualità non dovrà mai mancarci. Sono convinto che faremo bene, altrimenti non avrei accettato: la squadra è giovane, magari poco smaliziata, ma ha dei valori, deve sentire fiducia attorno ed avere entusiasmo, voglia di strabiliare. Coi giovani si può lavorare bene e si può perdonare loro qualche errore perché ti danno tutto”.
Il modulo?
“La difesa a quattro per me è più idonea per impostare il gioco, comunque se ci saranno cambiamenti non saranno repentini, ma graduali. Valuterò i giocatori e poi vedremo. Dovremo avere a disposizione almeno due sistemi di gioco. L’organico mi sembra buono, a gioco lungo vedremo se sarà il caso di intervenire sul mercato con dei correttivi.  Comunque mi pare che il Rimini fin qui ha fatto il suo dovere, anche a Salò, ha sbagliato solo la partita di Imola. Conosco il preparatore atletico del Pordenone, mi ha detto che al Neri hanno sofferto. Da parte mia, credo di avere un pregio: saper amalgamare la squadra, di incidere sotto l’aspetto mentale, creare il gruppo. Non dovremo cercare di strafare”.
La cosa più bella di queste ore?
“Le tante telefonate di complimenti ricevute dai giocatori della squadra che si è salvata ai playout a dimostrazione del loro spessore umano: per sei mesi senza stipendio fecero un atto di amore verso se stessi e verso la città continuando a lavorare fno alla fine con impegno e professionalità”.
Ha sentito Luca Righetti?
“Ancora no, lo farò. Ci conosciamo. L’anno scorso ha fatto un ottimo lavoro. Tra l’altro lui è stato l’allenatore della Primavera quando io ero al Rimini e ho allenato suo figlio”.
Lei lavora abitualmente su rose ristrette. Il Rimini ha invece 28 giocatori…
“Li vedrò tutti all’opera e poi sceglierò attraverso il lavoro quelli che meritano”.
Sa di problemi di spogliatoio?
“Non lo so se ci sono stati, e non mi interessa. Io ci devo vivere nello spogliatoio per capire i problemi, io non ne ho mai avuti tranne a Cremona, ma lì si c’era un altro genere di problemi…”
Non teme di mettere a rischio quanto di buono ha fatto qui in passato?
“Nessuna paura, il passato poi rimane nella memoria. Ripeto, sono convinto che faremo bene. La società è seria, non fa mancare nulla, i giocatori vengono da squadre importanti”.
L’obiettivo?
“Uno solo. Dare sempre il massimo. Viviamo partita per partita e alla fine tiriamo le somme”.
C’è qualche giocatore che conosce in modo particolare?
“Da sempre sono un ammiratore di Candido, non sono mai riuscito a prenderlo. E poi è giovane, un ’93. Deve essere di grande aiuto alla squadra, ma in questa rosa ce ne sono altri di bravi giocatori”.

Stefano Ferri

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