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Rimini Calcio, Righetti paga l'inesperienza di tutti e le scelte estive: rosa troppo ampia e molti rebus

Sport Rimini | 01:26 - 23 Ottobre 2018 Rimini Calcio, Righetti paga l'inesperienza di tutti e le scelte estive: rosa troppo ampia e molti rebus

Dopo appena otto partite di campionato la favola del Rimini, la squadra delle due promozioni di fila, quella che sfida il calcio professionistico con un gruppo di giocatori in buona parte confermato dall’Eccellenza, riserva un capitolo inatteso: il mister Luca Righetti si è dimesso un fatto inusuale per il mondo del calcio dove l'istituto delle dimisioni non è praticamente contemplato e il tecnico di solito viene cacciato (a Monza dopo l'ultimo ko esonerato Zaffaroni: è stato sostituito da Brocchi).
L'allenatore non spiega le ragioni del suo gesto clamoroso  (“motivi personali” si limita a dire), ma evidentemente qualcosa si è incrinato all’interno della famiglia biancorossa dopo gli ultimi risultati e il ko di Imola in particolare. Una sconfitta che restituisce l’immagine di una squadra morbida, sfilacciata, vuota. Suona l’allarme.
La verità è che il club si è avvicinato alla serie C non mettendo nel serbatoio quantità sufficiente di esperienza del nuovo mondo a tutti sconosciuto: dal presidente al direttore sportivo, dal tecnico a gran parte dei giocatori; si è dato per scontato che l’affiatamento, lo spirito di gruppo, la fame, la voglia di primeggiare, fossero sufficienti per fare bella figura e colmare il gap tecnico con la categoria superiore che rispetto alla serie D è ben altra cosa.
Si è costruita una rosa molto ampia, fin troppo (28 giocatori compreso il terzo portiere), un ostacolo anche al lavoro quotidiano sul campo con alcune scelte discutibili, molte scommesse come se i grandi numeri potessero aumentare il tasso tecnico. Alcuni dei giovanotti di belle speranze non hanno ancora avuto l'opportunità di mettersi alla prova. D’accordo che il budget non era da ricconi, ma appunto per questo la gestione della campagna acquisti doveva essere diversa: qualche giocatore, che comunque ha un costo, in meno e almeno un paio di uomini esperti in più nei ruoli chiave: qui si contano sulle dita di una mano i giocatori che hanno assaggiato la serie C nel recente passato e con una certa continuità.
Già, perché l’esperienza serve non solo in campo (il Rimini avrebbe potuto avere dei punti in più se con più malizia avesse gestito i vantaggi), ma anche fuori dal campo, ad esempio in momenti di difficoltà come quello che sta vivendo la squadra adesso. In più ci si è messa anche qualche dichiarazione estiva a ruota libera di patron Grassi sicuramente tesa a infondere fiducia, ma che forse ha fatto pensare a qualcuno che il compito che aspettava il Rimini non fosse così duro. Il grido "guerra, guerra, guerra" va bene, ma la battaglia va combattuta con armi efficaci altrimenti rischi di soccombere.
Ora comincia una nuova sfida e il Rimini deve attrezzarsi ad affrontarla nel migliore dei modi.
Stefano Ferri