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Riqualificazione di Castel Sismondo, ecco come sarà l'antico fossato alla fine dei lavori

Cronaca Rimini | 12:59 - 22 Ottobre 2018 Riqualificazione di Castel Sismondo, ecco come sarà l'antico fossato alla fine dei lavori

Con l’approvazione del terzo stralcio dei lavori nel corso dell’ultima seduta di Giunta, si completa il grande intervento che restituisce alla città l’intera area del castello. Compiono un balzo avanti i lavori di riqualificazione di tutta l’area che circonda Castel Sismondo, destinato a diventare asse principale del nascente Museo internazionale Federico Fellini che si completerà con gli interventi sinergici CircAmarcord – Piazza d’Arti e Fulgor – Casa del Cinema.
Dopo la conclusione del primo stralcio nello scorso gennaio con l’intervento sulla Corte a mare, l’avvio dei lavori per la realizzazione del Giardino del Castello in primavera e ormai in corso d’ultimazione, la Giunta comunale approva il terzo stralcio dei lavori con cui sarà riqualificata tutta l’area del settore ovest di Castel Sismondo adibita attualmente a parcheggio adiacente via Bastioni occidentali.
Con questo intervento l'Amministrazione comunale intende riportare in luce le mura lato Ovest del Castello esterne alla Corte del Soccorso e valorizzare così l’antico fossato. Lo scavo dell’area, attualmente destinata a parcheggio, avverrà per una profondità di circa 3 metri e mezzo e un passaggio pedonale, dopo che si sarà provveduto alla demolizione della rampa che attualmente conduce alla Porta del Soccorso realizzata negli anni 80, consentirà come una sorta di ponte levatoio di accedere al castello.
Dato l’elevato valore dell’area da un punto di vista storico-architettonico-archeologico, il progetto è stato condiviso e autorizzato dalla Soprintendenza Archeologica e Belle Arti e ha inoltre ottenuto l’approvazione da parte della Soprintendenza – Sezione Archeologica per lo specifico progetto di scavo, con precise metodologie operative, materiali da utilizzare e modalità tecnico-esecutive, sia di realizzazione che di esecuzione.
Il progetto archeologico è stato redatto dall’archeologa Cristina Ravara Montebelli, che condusse i sondaggi presso la Rocca Malatestiana nell’anno 2002, sotto la direzione dell’architetto Giovanna Giuccioli.
L’area oggetto di intervento, nell’immaginario collettivo, dal dopoguerra in poi non è mai appartenuta alla fruizione che lascia spazio all’esplorazione non affrettata e libera da programmi, con l’arredo urbano consono alla sosta, all’osservazione, alla scoperta. E’ invece sempre appartenuta a funzioni fuori da ogni contesto storico e naturale dell’area, come il parcheggio, il mercato bisettimanale.
L’intervento sarà preceduto dalla riprofilatura del tratto di Via Circonvallazione frontistante, con la realizzazione di un nuovo marciapiede alberato, illuminazione pubblica, stalli moto e parcheggi per auto.
 
In particolare il progetto prevede:
Un percorso ciclopedonale perimetrale in materiale architettonico colorato circonda l’intervento, con dimensioni sufficienti alla circolazione bidirezionale delle biciclette e a quella contigua dei pedoni. Dotato di due isole di sosta con panchine e leggii nonché pannelli storici divulgativi.
Il prato calpestabile presenterà un leggero declivio fino alle mura storiche, in prossimità delle quali saranno collocati i corpi illuminanti a terra che illumineranno le mura con effetto wall washer, in analogia a quanto realizzato nel primo lotto dei lavori. Il declivio di progetto risale alla quota attuale ai lati del castello, a destra dopo il Bastione di Isotta in corrispondenza dell’antico sedime delle mura romane, e a sinistra in corrispondenza dell’antico limite fra il fossato del castello ed il fossato delle mura urbiche. In queste zone periferiche il prato è collocato al piano di campagna attuale ricollegandosi con i recenti interventi limitrofi e chiudendo il cerchio della riqualificazione intorno al castello.  Il tracciato delle mura romane e la controscarpa del fossato saranno evidenziati con specifica pavimentazione, non percorribile, che li differenzia simbolicamente dal marciapiede praticabile.
I nuovi percorsi ciclopedonali saranno inoltre collegati all’area dell’ex bar Tricheco, dove è stata ultimata la valorizzazione delle mura con riqualificazione a verde, nuovo marciapiede e 20 nuovi stalli moto. I due muri storici (il tracciato delle mura romane e la controscarpa del fossato) saranno evidenziati con specifica pavimentazione, non percorribile, che li differenzia simbolicamente dal marciapiede praticabile.
L’ingresso alla Corte del Soccorso sarà garantito da una passerella pedonale a norma di barriere architettoniche. Farà parte del progetto la pulizia ed il restauro della porzione di mura riportate alla luce.
Al terzo stralcio approvato dalla Giunta farà seguito il quarto ed ultimo intervento che comprenderà la riqualificazione dell’intera Piazza Malatesta intorno al Teatro Galli e le connessioni urbane lato Est  (Giardino Francesca da Rimini, Via Verdi, piazzetta San Martino, Via d’Azeglio, ex Sferisterio).
 
Cenni storici e i sondaggi archeologici
Nel XVII secolo, negli anni compresi fra il 1624 e il 1643, il castello fu interessato dall'opera di sistemazione e di modifica voluta da papa Urbano VIII, al quale peraltro fu addirittura intitolato il castello. In questa occasione si provvide alla trasformazione del ponte levatoio quattrocentesco in “rivellino” davanti alla porta del Soccorso, come emerge dalla planimetria del Nagli del 1664.
Il “rivellino” è un'opera difensiva simile ad un piccolo castello indipendente dal resto della struttura che, costituendo l’ampliamento turrito del battiponte (il sostegno verticale sul quale si congiungono le due metà del ponte levatoio), difende la porta di accesso alla fortificazione da urti e tiri frontali e fornisce lateralmente un ottimo tiro fiancheggiante per la difesa del fossato. Da una lettera inviata alla Reverenda Camera Apostolica datata 20 dicembre 1826, corredata da una dettagliata pianta è ben visibile la forma pentagonale del rivellino Si evince così che nel corso dell'anno 1827 sono state interrate "le tre fosse" all'interno della città per motivi igienici fino alla quota dell'allora Piazza del Corso, con terreno di riporto proveniente da trincee eseguite presso alcuni tratti di mura del fossato lato mare e dalle macerie reperibili dai lavori di demolizione di case private. Negli stessi anni probabilmente si interrò anche la fossa verso Ovest oggetto del presente intervento.
Nel mese di settembre 2002 iniziarono i sondaggi presso la Rocca Malatestiana sotto la direzione dell’Arch. Giovanna Giuccioli e la sorveglianza archeologica della Dott.ssa Cristina Ravara al fine di indagare la possibilità di scavo nell’area del parcheggio. La prima area indagata è stata quella a ridosso della scarpa del castello. Utilizzando un mezzo meccanico relativamente piccolo, e abbassandosi progressivamente di alcune decine di centimetri, si è verificata l’esistenza di un primo riempimento che era interamente costituito da terra di riporto, ricca di detriti e macerie, provenienti dalla città e relativamente recenti (anni ’50 del secolo scorso). Quindi, ripulendo la scarpa, si è scesi fino a trovare la testa del riempimento in argilla utilizzato nel XIX secolo per colmare il fossato. Tale riempimento è stato interamente scavato fino alla profondità di circa 6 metri, dove si è scoperta la risega della scarpa, formata da una larga struttura di laterizi e ciottoli. Per scavare gli ultimi metri, in considerazione della profondità notevole, si è dovuto utilizzare un mezzo molto grande, che non ha però in alcun modo pregiudicato l’integrità delle strutture o la verifica del terreno, infatti nell’ultima bennata, proprio in corrispondenza della risega, sono emersi alcuni frammenti di ceramica e laterizi, mescolati a tracce di materiale organico (paglia, legno). Solo la presenza di questi materiali sembrerebbe contraddistinguere il fondo del fossato dal momento che non si è visto alcun cambiamento di strato (livellino di sabbia, ghiaia o altro), ma soprattutto non sono emerse pavimentazioni di alcun tipo. L’indagine con il metal detector effettuata sulla terra del riempimento estratta ha dato esito negativo. E’ poi proseguita l’indagine nell’ambito del medesimo sondaggio, fino a trovare un angolo del rivellino. Fra le macerie del primo riempimento, esattamente uguale al precedente, si sono rinvenuti alcuni materiali relativamente recenti che, in accordo con i Musei Comunali, si è deciso di conservare. Si è poi proceduto a mettere in luce il più possibile la struttura del rivellino fino alla fine del sondaggio, riscontrando sempre la medesima successione stratigrafica. L’accertamento nell’area di sondaggio più a sud ha dato invece esito negativo, perché si è verificata la medesima successione stratigrafica, ma non si è rinvenuta alcuna struttura, pur scendendo alla stessa profondità degli altri sondaggi. Con questo sondaggio si sarebbe voluto verificare la posizione del muro di controscarpa del fossato; in assenza di tale ritrovamento si è ipotizzato che la controscarpa si possa trovare ancora più a ovest sotto la sede stradale di via Bastioni. Infine si è deciso di aprire un terzo sondaggio, non previsto inizialmente, che ha però permesso di misurare con precisione l’ampiezza del rivellino.

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