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Incidente stradale a Pietracuta, risarcite le due persone coinvolte. Ma la vicenda ha una coda penale inattesa

Cronaca Pietracuta di San Leo | 08:30 - 22 Ottobre 2018 Incidente stradale a Pietracuta, risarcite le due persone coinvolte. Ma la vicenda ha una coda penale inattesa

Un incidente stradale avvenuto nell'ottobre 2016 sulla Marecchiese, a Pietracuta di San Leo, avrà un epilogo giudiziario inaspettato. Le due persone coinvolte, pur avendo già ottenuto i risarcimenti dalle assicurazioni, si ritroveranno in Tribunale in un processo penale, che procederà d'ufficio, per lesioni, nonostante la remissione di querela e l'accettazione di remissione da parte dei coinvolti: "colpa" dei certificati medici del querelante, depositati congiuntamente alla denuncia, che sono stati accumulati: la somma dei giorni di prognosi ha portato al superamento della soglia che porta a giudicare il reato d’ufficio.

I FATTI. L'incidente, nel pomeriggio di domenica 16 ottobre 2016, coinvolse un 49enne di Secchiano, alla guida di una Fiat Punto, e un motociclista sammarinese. L'automobilista, che doveva rincasare dopo aver festeggiato il proprio compleanno, si era immesso sulla Marecchiese, dalla strada di Agenzia di San Leo, approfittando dello spazio lasciatogli dalle vetture che stavano procedendo in direzione Rimini. La corsia opposta, quella che interessava l'automobilista, era libera. Inaspettatamente sbucò fuori la moto, che stava sorpassando la colonna di veicoli, andando a sbattere contro la portiera lato guida della Punto. Il motociclista riportò delle fratture, ma anche l'automobilista subì delle lesioni per la violenza dell'impatto, che provocò ingenti danni ai mezzi. I rilievi dell'incidente furono eseguiti dai Carabinieri di Novafeltria.

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA. L'automobilista fu denunciato, perché al test dell'etilometro venne accertata la guida in stato di ebbrezza. Nel processo, si è giovato dell'istituto della messa alla prova. Ad ogni modo la ricostruzione della dinamica dell'incidente lo aveva assolto dalle responsabilità: l'impatto con la moto era stato inevitabile. La vicenda sembrava arrivata ai titoli di coda con il risarcimento liquidato dall'assicurazione a entrambe le parti. Invece la querela presentata proprio dall'automobilista, per le lesioni subite, ha dato avvio al nuovo processo d’ufficio.

PROCESSO PENALE PROSEGUE D'UFFICIO. Il legale dell'automobilista, l'avvocato Nicolas Cicchini, decise di tutelare il proprio assistito come da prassi, al fine di coinvolgere l'assicurazione, quale responsabile civile: agire in via penale per evitare i tempi lunghi del processo civile e soprattutto porre rimedio agli inadempimenti delle assicurazioni, che spesso ottemperano fuori dai termini con i risarcimenti. In questo caso invece i due coinvolti nell'incidente hanno ricevuto risarcimento, per cui, per economia processuale, come evidenzia l’avvocato Broccoli congiuntamente all’avvocato Cicchini, per ragioni di economia processuale si voleva evitare un dispendio di denaro e di risorse, in un un momento nel quale i tribunali sono "intasati" dai procedimenti.