Sabato 23 Febbraio04:54:40
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Calcio C, l'amarcord di Mattia Marchi: 'Rimini, quante emozioni. Un brivido rivedere la maglia a scacchi'

Sport Rimini | 21:12 - 15 Ottobre 2018 Calcio C, l'amarcord di Mattia Marchi: 'Rimini, quante emozioni. Un brivido rivedere la maglia a scacchi'

“Affronto il Rimini da avversario per la prima volta e rivedere dall’altra parte della barricata quelle maglie a scacchi, anche se lontano dal Romeo Neri, il mio stadio, mi metterà i brividi. E poi riabbraccio mister Righetti: con lui ho mosso i primi passi alla scuola calcio del Garden di cui lui era uno degli istruttori, poi è stato mio allenatore nel settore giovanile del Santarcangelo. Da lì passai al Riccione e lui era una delle figure di riferimento, infine Righetti è stato il mio mister in Primavera del Rimini”.

La partita di mercoledì ha un sapore tutto particolare per Mattia Marchi, classe 1989 riminese purosangue nativo di Poggio Torriana, dalla scorsa stagione attaccante di punta della corazzata Feralpi Salò (ha già rinnovato il contratto per la prossima stagione), l’avversario della squadra biancorossa.

Mattia Marchi, ecco il suo Rimini. E' arrivato da Riccione negli Allievi Regionali ed è approdato fino alla prima squadra, esordendo in serie B e mettendo insieme quattro presenze. Scegliamo qulache ricordo.

“Potrei scrive un libro. Ho vissuto stagioni stupende già nel settore giovanile: i gruppi erano fantastici, appassionati, di grande amicizia. Ho avuto bravissimi allenatori, Bonesso e Selighini e Righetti ai quali sono legato da un affetto particolare. I giocatori della prima squadra allora in serie B erano dei miti. Quando militavo negli Allievi Nazionali al giovedì Acori chiamava qualcuno della formazione Allievi e per me era festa grande. In quegli anni c’erano fior di giocatori, sfiorammo i playoff per la B. Vedevo i più esperti come se fossero il mio papà. Non potrò mai dimenticare l’esordio in serie B a Pisa. Essere lì sul pullman scortato per andare allo stadio Arena Garibaldi mi pareva già il massimo. Mister Selighini mi fece entrare una ventina di minuti sul 3-0 per noi. Finì 3-1. Non scorderò l’abbraccio di Vantaggiato al cambio. Mi disse: in bocca al lupo Mattia. Le sue parile mi diedero una grande carica"

I più brutti invece?

“La retrocessione in serie C. Io ero in panchina nelle due sfide playout con l’Ancona. La mancata iscrizione della squadra da parte della società al campionato di serie C dopo la stagione di Melotti: io andai in prestito in quella stagione a gennaio al Sud Tirol con la prospettiva di ritornare in biancorosso a fine campionato, invece la società non iscrisse la squadra. Il Rimini sparì e io rimasi lì”.

Il Rimini è sparito altre volte.
“L’ho sempre seguito con grande interesse, con tanta simpatia, anche se da lontano, in Eccellenza, in serie D. Sono contento che sia ritornato nel calcio professionistico: quello è il suo posto”.

Al Sud Tirol dove tra l’altro ha conosciuto la compagna della sua vita da cui ha avuto due figli ha avuto inizio l’ottima carriera di Mattia Marchi. Quali le stagioni migliori?

“Di sicuro Sud Tirol ed Entella: ho conquistato la C1 con l'una e la serie B con l'altra. A parte Cremona, dove non ho legato con società e ambiente pur avendo compagni di squadra d’oro, mi sono trovato bene ovunque, anche a Mantova dove si è lavorato in situazioni difficili dal punto di vista societario e di classifica (15 reti in uan stagione e mezzo, ndr)”.
In questi dieci anni come sono cambiati Mattia Marchi e la serie C?
“Si dice da più parti che il livello sia sceso rispetto al passato e forse è vero, ma con la serie C unica e negli ultimi due anni in modo particolare il livello tecnico si è alzato, c’è un grande equilibrio tra le squadre e buoni valori. Per quanto mi riguarda, gioco sempre da punta centrale, le mie caratteristiche sono rimaste le stesse, semmai ho cercato di affinarle. Ai tempi di Rimini ero più istintivo, più irruento e forse per questo Ricchiuti, con cui ancora sono in contatto, mi chiamava simpaticamente cabron – ricorda Marchi con un sorriso -. Ora sono maturato, mi sento nel pieno delle mie qualità tecniche e psico fisiche”.
Il sogno di Mattia Marchi? Andare in serie B e rimanerci?
“Non è il mio chiodo fisso la serie cadetta. Ormai mi sono consolidato in terza serie, sono nel pieno della maturità. Meglio essere protagonisti e vincenti in serie C che comprimari in B. Voglio vincere altri campionati, spero di riuscirci col mio Feralpi Salò”.

Ecco, il Feralpi. La partenza è stata difficile, ora vi siete rimessi in carreggiata.
“Veniamo da un serie di tre vittorie di fila tra campionato e Coppa Italia, l’ultima a Bergamo di grosso spessore. Siamo in crescita, stiamo prendendo le misure al campionato. La società è forte, tra le migliori della terza serie, la rosa ben attrezzata. Vogliamo migliorare il risultato della stagione scorsa”.

Giocherà contro il Rimini?
“Finora sono sempre entrato, non sono partito mai dall’inizio. Siamo in quattro: oltre al sottoscritto ci sono Caracciolo, Guerra che ha segnato 21 gol la stagione scorsa, e Ferretti, capite che la concorrenza è forte”.

Del Rimini che dice?
“Un avversario difficile, scorbutico, che corre tanto e lotta su ogni pallone. Non è un caso che abbia messo in difficoltà Triestina, Vicenza e Pordenone, tre big. Rispecchia il carattere di Righetti. E’ un tecnico che sa dare grandi motivazioni ai suoi giocatori”.

Stefano Ferri

Nella foto: (da Rimini 100- Una storia biancorossa) Mattia Marchi con la maglia del Rimini 2008/09 nel match casalingo del 17 marzo del 2009 contro il Livorno: 1-1 il finale