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Rimini, il Comune recupera dai furbetti delle tasse quasi 7 milioni di euro

Attualità Rimini | 15:30 - 15 Ottobre 2018 Rimini, il Comune recupera dai furbetti delle tasse quasi 7 milioni di euro

Sono oltre 6 i milioni di euro recuperati dal Comune di Rimini nel corso del 2018 grazie alle iniziative di contrasto all’evasione tributaria e ai ‘furbetti’ dei servizi: sotto la lente rette scolastiche, tributi locali e affitti di locazione. Un'opera di controllo, contatto e relazione quotidiana che vede impegnati i diversi settori del Comune di Rimini. Si tratta di dati in continuo mutamento ma che, per quanto riguarda i primi dieci mesi del 2018, danno già la dimensione dello scatto in avanti compiuto nel recupero dei crediti da parte dell'Amministrazione comunale. Di seguito, alcuni dati sintetici divisi per settore.

La parte più corposa del recupero è quella che riguarda i tributi locali. Questi sono alcuni dei dati che testimoniano l’intensa attività messa in campo dal Comune di Rimini sul fronte del contrasto all’evasione e elusione tributaria. Un’attività indispensabile sia per recuperare risorse importanti da rimettere in circolo a beneficio della comunità, sia per contrastare una pratica diffusa che rappresenta una grave forma di illegalità, che a lungo andare rischia di compromettere la qualità e la quantità dei servizi fondamentali. L’azione di contrasto rappresenta anche una forma di deterrenza contro i comportamenti scorretti e i frutti si stanno vedendo: nel 2018 il Comune di Rimini ha visto il rientro di 244.083,22 euro da segnalazioni qualificate come compartecipazione al gettito erariale, confermandosi tra i più attivi in Italia per segnalazioni e per riconoscimento di quota di trasferimenti.  A queste cifre si sommano le risorse derivanti invece dal recupero delle imposte comunali, quali IMU, TASI, Imposta di Soggiorno, pubbliche affissioni e TARI. Nello specifico, per quanto riguarda la TARI, il tributo sui rifiuti, é proseguita la forte azione di recupero impostata da inizio estate 2017, grazie alla quale e’ stato possibile recuperare, anche nel 2018, 2 milioni di euro dagli evasori totali, a cui si aggiungono 3,9 milioni di “recupero crediti”, cioè di bollette emesse e non pagate. Azioni positive, avvenute in poco più di 15 mesi, che soprattutto rilevano una forte accelerazione sui tempi di recupero, tanto che, ad oggi, sono gia’ stati emessi oltre n. 5.000 relativi agli anni 2016 e 2017. 

Per ciò che riguarda i servizi educativi, il miglioramento nella riscossione delle rette scolastiche e del servizio mensa nei servizi educativi procede lungo una duplice direttiva. La prima riguarda il recupero dell'insoluto degli anni precedenti, il secondo il miglioramento nella performance di riscossione diretta durante l'anno. Nel primo caso è stato ampiamente superata quota 500 mila euro nel recupero sulle rette insolute nei servizi educativi del 2017 (su 2016), anche grazie alle 2.500 telefonate fatte dagli uffici dei servizi educativi alle singole famiglie interessate. Grazie a questo intenso lavoro di relazione è stato possibile recuperare il 90% dell'insoluto. Il recupero è stato possibile anche grazie ad 82 rateizzazioni attivate e 329 ingiunzioni, anche tramite pignoramento. Qui si narrano due storie ‘estreme’ tra le tante. Il primo caso riguarda il recupero tramite rateizzazioni dei debiti di una famiglia in pesante e verificata difficoltà economica e famigliare: una donna rimasta sola con due figli, abbandonata dal marito con relativo acuirsi del problema economico. Una volta compresa la reale situazione di bisogno la giovane madre è stata accompagnata e seguita dai servizi dello sportello sociale del Comune di Rimini che, grazie all'aiuto degli assistenti sociali, sono riusciti ad intervenire in aiuto. La madre ha però voluto impostare una adeguata rateizzazione secondo disponibilità del suo debito per rientrare gradualmente, con l'aiuto dei servizi e il suo impegno personale. Il secondo caso è di tutt’altra specie. Solo una volta che è scattato il pignoramento del mezzo a motore, causa rette scolastiche non pagate per più di 1.600 euro, il capofamiglia si è presentato agli uffici comunali per chiederne il motivo, volendo riaverloindietro. Spiegata ancora una volta la situazione, un debito alto e reiterato negli anni, a fronte di una condizione economica che sembra se non di assoluto, perlomeno di relativo benessere, l’uomo estingue a stretto giro di posta il contenzioso economico.

Anche nell'ambito dell'edilizia residenziale pubblica sono state avviate diverse procedure per il recupero dell'insoluto che, in questo caso, riguardano il pagamento degli affitti mensili sia degli inquilini di case in edilizia residenziale pubblica che in quelle a canone calmierato. Le procedure di recupero del credito già attivate o in corso di attivazione che ACER segnala sono circa 200 ed il debito complessivo di queste 200 posizione al 31 luglio 2018 è di circa 1.290.000,00.

Il recupero dell'insoluto rappresenta un risultato importante e un’azione amministrativa strategicaè il commento dell'Amministrazione Comunale di Rimini - è il frutto di un’attività quotidiana degli uffici dei diversi settori coinvolti, oltre a tutti i vari enti con cui collaboriamo, a partire da Guardia di Finanze e Agenzia delle Entrate. Recuperare queste risorse è uno strumento fondamentale nelle politiche di bilancio del Comune di Rimini che spicca tra gli Enti locali sia per l’attenzione che per i risultati raggiunti su questo fronte. L’obiettivo nei prossimi mesi è quello di intensificare e potenziare ancora questa azione di contrasto che, per divenire ancora piu’ efficace, necessiterebbe di un intervento legislativo nazionale teso ad incrementare gli strumenti a disposizione degli enti locali. è anche grazie al recupero dell’evaso che si possono realizzare opere pubbliche, scuole, contenitori culturali, fogne, strade, che sono indispensabili all’intera collettività. Chi evade ruba il futuro di tutti”.