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VIDEO: Spaccio, sfruttamento prostituzione e rapina. Sigilli al Lady Godiva di Rimini

Cronaca Rimini | 08:50 - 26 Settembre 2018

E' il 'Lady Godiva', forse il più noto night club di Rimini, il locale sequestrato durante la notte dalla Polizia di Stato nell'ambito di un'indagine su sfruttamento della prostituzione, spaccio di droga e rapina aggravata. Il blitz è scattato alle 4, dopo un appostamento di tre ore, e gli agenti hanno fatto irruzione nell'orario di massima affluenza, trovando molte ragazze, una trentina e i clienti, una cinquantina e quasi tutti di fuori città, sui divanetti della zona 'vip'. Quattro le misure cautelari eseguite nel night aperto per tre sere, da martedì e fino a giovedì, in coincidenza di un appuntamento fieristico. 



Ci sono anche il titolare, il gestore e l'addetto alla sicurezza del famoso night club di Rimini 'Lady Godiva' tra i destinatari delle misure cautelari disposte dal gip Vinicio Cantarini su richiesta del pm Davide Ercolani ed eseguite questa mattina dalla polizia di Stato. Per otto dei 19 destinatari dell'ordinanza è scattata la custodia in carcere, per quattro ai domiciliari e sette hanno l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il locale è al piano interrato del Grand Hotel di Rimini, che non ha nulla a che vedere con il night e non è stato interessato dall'inchiesta. Gli accertamenti della squadra mobile si sono concentrati sulla gestione del Lady Godiva, dimostrando che il rappresentante legale del night, uno dei soci, un dipendente part-time ma di fatto gestore del locale, e gli addetti alla sicurezza favorivano e sfruttavano la prostituzione delle dipendenti assunte come figuranti di sala, che si concedevano nei privè dove venivano organizzati gli incontri con i clienti. Gli indagati sono accusati di aver ricevuto gran parte dei soldi riscossi dalle prostitute che venivano istruite sul tipo di prestazioni da fornire, sul come comportarsi con i clienti e come riscuotere il denaro. Le indagini sono iniziate nell'autunno del 2016, e hanno evidenziato l'attività di prostituzione all'interno del locale dove venivano anche consumati e spacciati stupefacenti, in prevalenza cocaina: tutto documentato da filmati e fotografie in mano agli inquirenti.

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