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Rimini, per i 400 anni della Biblioteca Gambalunga insediato il comitato scientifico

Attualità Rimini | 14:31 - 24 Settembre 2018 Rimini, per i 400 anni della Biblioteca Gambalunga insediato il  comitato scientifico

Ha preso avvio il lavoro del comitato scientifico che affiancherà la responsabile della Gambalunghiana, Oriana Maroni, nell’ideazione e programmazione delle iniziative che a partire dal 23 aprile, giornata mondiale del libro, si organizzeranno nel corso del 2019 per celebrare un compleanno del tutto speciale, quello della Biblioteca civica Gambalunga che fondata nel 1619 compie il proissimo anno ben 400 anni.

 

Oltre a Oriana Maroni e all’Assessore alle Arti Massimo Pulini,  fanno parte del comitato scientifico esperti le cui competenze, oltre che esprimere un legame con la città o la Biblioteca, rappresentano le diverse vocazioni e mission della Biblioteca Gambalunga:  Alice Bigli, libraia ed esperta di promozione alla lettura, presidente di “Mare di libri, festival dei ragazzi che leggono”; Marcello Di Bella, già direttore della Biblioteca Gambalunga, ideatore e curatore di importanti eventi culturali quali “Cosa fanno oggi i filosofi?”, “Il festival del mondo antico”; Paolo Fabbri, semiologo di rilievo internazionale, la cui attività intellettuale investe campi molteplici: dal linguaggio alle arti, dalla comunicazione alla filosofia, dalla sociologia alla epistemologia; Piero Meldini, già direttore della Biblioteca Gambalunga, scrittore e saggista, che si è occupato di storia contemporanea, storia locale, storia dell’alimentazione, studioso dei codici e fondi gambalunghiani;  Marco Missiroli, scrittore,  collaboratore del “Corriere della Sera” e dell’inserto “La Lettura”, docente di Tecniche della Narrazione al Master della IULM;  Alfredo Serrai, docente emerito di Biblioteconomia alla Sapienza di Roma, fra i maggiori studiosi di biblioteconomia e bibliografia, già direttore della Biblioteca Casanatense e della Biblioteca universitaria Alessandrina.

 

“Il futuro è la nostra storia”sono parole che potrebbero sintetizzare le celebrazioni dei 400 anni di quella che è stata la prima biblioteca civica e pubblica aperta in Italia, nel 1619. Merito del ricco e colto mecenate riminese Alessandro Gambalunga, che ha destinato alla città il suo Palazzo e la sua biblioteca, affinché fosse aperta a tutti, senza distinzioni di censo e religione, mostrando consapevolezza del prestigio che ne sarebbe derivato per il suo nome, ma anche attenzione per il bene pubblico e fiducia nella capacità di riscatto della cultura. Un gesto munifico di alto significato politico e civile, che mantiene inalterato il suo valore di testimonianza per la contemporaneità.

 

Da quattrocento anni in questa Biblioteca batte il cuore della città: si conservano le carte e le immagini che ne raccontano la storia. Ma non solo. Le sue ricche collezioni di libri a stampa, manoscritti e codici miniati, periodici letterari e scientifici, stampe, provenienti da ogni parte di Europa, rappresentano una mappa preziosa della cultura occidentale: dalla modernità all’età contemporanea.

 

Da qui l’importanza di festeggiare la nascita della Gambalunga sottolineandone la funzione di luogo della comunità. Un luogo che coniuga compiti di tutela e conservazione, di produzione e divulgazione della cultura e dell’informazione, ovvero di attore del "ciclo del sapere", tecnologicamente aggiornato, a quella di spazio di relazione e produzione di idee e creatività, di partecipazione alla vita civile.  Da qui i numerosi progetti in programma, che vanno da interventi di riqualificazione e riorganizzazione dei servizi,  a eventi espositivi ed editoriali, che prenderanno avvio da una festa di compleanno a cui sarà invitata tutta la città.

 

La biblioteca è oggi un’istituzione culturale che “riflette” la cultura nel tempo, una “testimone” del linguaggio e del sapere dell’uomo nei secoli. Un osservatorio e un laboratorio che può consentire a tutti di intervenire nel discorso che l'umanità fa su se stessa, ma anche di sperimentare collaborativamente ciò che gli uomini possono ancora essere o divenire. Ed è proprio a questo monitoraggio sulla cultura presente, nel suo costituirsi di passato, presente e futuro, che sono stati chiamati per dare il proprio apporto i componenti del comitato scientifico che si è riunito per la prima volta lunedì 24 settembre.