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Dalla vanga alla chitarra, il giardiniere cantautore che celebra il dialetto: "baghin Sumar e La mi stala"

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Attualità San Leo | 06:18 - 24 Settembre 2018 Dalla vanga alla chitarra, il giardiniere cantautore che celebra il dialetto: "baghin Sumar e La mi stala"

"La Zappa Il Tridente Il Rastrello La Forca L'Aratro Il Falcetto Il Crivello La Vanga", cantava il grande Rino Gaetano. Una celebrazione del mondo contadino e una critica, con toni ironici e non sense, al consumismo della società, una canzone che tra i suoi versi celava anche riferimenti alla P2. Curzio Rossi, giardiniere e operatore ecologico di professione, con l'hobby della musica, ha invece inciso un brano chiamato "Disco vanga". Ed è proprio la musica dell'indimenticato Rino Gaetano ad averlo ispirato nelle sue canzoni, oggi raccolte in un cd. Curzio, che vive a Collina di San Leo, è molto noto in Valmarecchia e Montefeltro: era il vocalist dei "Cugini dei Cugini di Campagna", un gruppo che negli anni '90 e primi anni 2000 faceva serate nei locali, con canzoni in dialetto romagnolo legate strettamente alle tradizioni del territorio. "L'ultimo concerto con i Cugini dei Cugini di Campagna lo abbiamo fatto nel 2010. Qualche mese fa il produttore Marco Mattei mi ha chiesto di rispolverare questi pezzi e di fare un cd. Grazie ai nuovi arrangiamenti di Fabio Malacarne, sono andato in studio e abbiamo inciso i pezzi che cantavo dal 1990 ad oggi", racconta Curzio. I pezzi sono tutti in dialetto romagnolo: "E' molto musicale, certe parole rendono più in dialetto che in italiano". L'emulo di Rino Gaetano definisce "La mi stala",  questo cd, "una raccolta, senza che io abbia mai pubblicato niente". "Disco Vanga" è invece un brano nato nei primi anni '90: "E' nato goliardicamente per scimmiottare e prendere in giro la Discomusic di quegli anni. La vanga è un elemento teraupetico, altroché l'omeopatia. Si dice pure dalle nostre parti: ui vo la vanga, ci vuole la vanga". Un po' di sana fatica nei campi, per raddrizzare qualche schiena e qualche animo sfaticato, in sostanza. "E io la vanga la conosco bene, ho lavorato come giardiniere per 18 anni - scherza Curzio - oggi invece faccio l'operatore ecologico per la Montefeltro Servizi, anzi, lo spazzino, mi piace più questa parola!". Un'altra canzone che spicca nella tracklist è "La mi stala", la canzone che dà il titolo all'album, celebra la vecchia stalla dismessa, dietro casa del cantante, che fu trasformata in sala prove. Da un luogo all'altro: "Bar 4 Venti" è lo storico bar di San Leo da cui è nato tutto: "Sì, ci mettevamo con una chitarra, cantavamo. Decidemmo così di dare vita al nostro gruppo". Il Bar 4 Venti racconta storie di un bar degli anni '80-'90, storie di partite a carte, di serate divertenti e di amicizie raccontate alzando un bicchiere di vino. Perché dopo una giornata di duro lavoro nei campi, un bel bicchiere di vino non poteva mai mancare. 

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