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Parlano male del capo alla cena, una 'talpa' registra tutto: scattano licenziamenti e denunce

Cronaca Riccione | 06:17 - 02 Settembre 2018 Parlano male del capo alla cena, una 'talpa' registra tutto: scattano licenziamenti e denunce

Dipendenti di una ditta del riminese si ritrovano a cena e iniziano a parlare male del datore di lavoro. Una 'talpa' registra tutto con il telefono cellulare e fa pervenire all'uomo una chiavetta, con le registrazioni che 'inchiodano' i responsabili. Si è originata così una vicenda giudiziaria che ha avuto numerosi sviluppi, con lavoratori denunciati per diffamazione e sottoposti a procedura di licenziamento. E' del dicembre 2015 la cena in cui alcuni dipendenti iniziarono a parlare male del loro titolare, senza accorgersi che qualcuno, lì presente, aveva registrato tutto. Nel febbraio 2016 il datore di lavoro ricevette una busta anonima con all'interno una chiavetta con le registrazioni: riconosciute le voci, fece partire le procedure disciplinari. Il primo lavoratore, un ultracinquantenne responsabile della produzione, fu licenziato. Denunciato per diffamazione, venne assolto in sede penale dal Giudice di Pace che nella sentenza rilevò il contesto goliardico (una cena informale) all'interno delle quali i protagonisti si lasciarono andare a commenti fuori dalle righe. La sentenza è stata impugnata dai legali del datore di lavoro, gli avvocati Piero Venturi e Luca Signorini. In attesa di quel verdetto defintiivo, altre due denunce sono state formalizzate verso un altro lavoratore cinquantenne, che, dopo la cena, si lasciò andare a giudizi non lusinghieri sulla propria ditta, scrivendo un post al veleno su Facebook. In sede penale, nel marzo 2018, si giovò dell'istituto della riparazione del danno (che lascia comunque aperta la strada ai procedimenti in sede civile): pagò 2000 euro e si scusò del proprio comportamento con un secondo post pubblicato sul noto social network. Sembrava un capitolo chiuso. Tuttavia sul posto di lavoro ha continuato ad assumere un atteggiamento ostile verso il titolare e anche di disprezzo verso la ditta, per cui è stata una ventina di dipendenti a sollecitare un nuovo provvedimento disciplinare: scattato quando l'uomo, davanti al datore di lavoro, ha chiesto 50.000 euro per andarsene, che in tutta risposta lo ha denunciato nuovamente, presentando querela nei giorni scorsi. Nei guai è finito inoltre un terzo dipendente, denunciato prima per falsa testimonianza, dopo essere stato sentito nel primo dei processi penali nati da quella cena della discordia, in seguito sempre per diffamazione. Anche nel caso del terzo indagato è stato determinante l'intervento di una 'talpa', che ha registrato nuove frasi compromettenti pronunciate dal lavoratore in un bar.

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