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L'indiscreto: caos Serie B e C, tra minacce di scioperi e ritiri di squadre dal campionato

Sport Rimini | 07:57 - 19 Agosto 2018 L'indiscreto: caos Serie B e C, tra minacce di scioperi e ritiri di squadre dal campionato

Aveva ragione Karl Marx nel sostenere che la storia si presenta sempre due volte. La prima sotto forma di rivoluzione, come in effetti fu  la ventata innovativa di cambio del nome dall’allora C1 e C2 a Prima e Seconda Divisione, la seconda di eliminazione della Seconda Divisione  formando la nuova serie C composta da tre gironi: A, B e C. Rivoluzione totale o caos totale? A detta di quello che sta succedendo in questo periodo della stagione, il calcio italiano è gravemente malato. Il Crotone prendendo spunto dall’imposizione della Lega di serie B ha appena fatto sapere che chiederà di essere riammessa nella massima serie come ventunesima squadra, in B, si è partiti con la realizzazione dei calendari. Peccato che gli organi della seconda espressione calcistica italiana, non abbiano fatto i conti con le regole della federazione che prevedevano il diritto alla squadre retrocesse in terza serie di essere ripescate. Se l’abbandono di Bari, Avellino e Cesena alla cadetteria aveva favorito i ripescaggi sicuri di Catania e Novara, tra l’altro prima annunciati poi ritirati, Siena, Ternana, Pro Vercelli ed Entella aspettavano di essere ripescate come terze di serie. Invece, ecco il patatrac! La Serie B, giudicando troppo lunghi i tempi di attesa nelle aule giudiziarie, ha preferito l’autogestione, della serie: “c’è un regolamento e me ne infischio!”. E’ vero che già in passato la seconda serie era partita con un numero dispari, è vero che il campionato a 24 squadre risulta troppo intenso, lungo e forse noioso, vero anche che 22 squadre sono troppe, ma la sola azione del Brescia, per altro in tempi tardivi, fatta a fine giugno, nel quale chiedeva un torneo a 20 squadre non è bastata. Tutte le squadre si sono svegliate tardi fino a compiere l’ennesima buffonata avvenuta qualche giorno fa! Il commissario straordinario della Federcalcio, Roberto Fabbricini, con un comunicato ufficiale pubblicato dalla Figc, ha dato il via libera al campionato di Serie B a 19 squadre. Nella nota il commissario delibera la modifica “con effetto immediato, d’intesa con la Lega Nazionale Professionisti Serie B e sentite le componenti tecniche, l’articolo 49 delle N.O.I.F. prevedendo per il campionato di Serie B 2018/2019 un numero di 19 squadre anziché 22, mantenendo inalterato il numero delle promozioni (3 squadre) e delle retrocessioni (4 squadre)”.
In serie C, la situazione è stata ancora peggio. Sono state 147 le squadre fallite dalla stagione 2002/03 ad oggi. C’è chi dalla serie B (Bari) è fallito per approdare in D cercando in tutti i modi, di infischiarsene del regolamento per essere ammesso in serie C visto che si fatica ad arrivare alle sessanta squadre per completare i tre gironi. Ci hanno provato società come Prato e Santarcangelo. Quest’ultimi hanno provato a farlo chiedendo l'ammissione nella serie C, rei di aver pagato lo scorso anno un play out che non doveva giocarsi, visto che il Vicenza era già fallito da tempo. Ma anche in questo caso, qualcuno a Santarcangelo si dimentica il punto di penalizzazione ricevuto per inadempienze, magari il play out non andava giocato col Vicenza ma comunque giocato. In più i gialloblu arrivavano da penalizzazioni importanti come quelle derivate dalla vicenda ”Dirty Soccer” e chi sbaglia, paga! Vedendo appunto determinate richieste e offensive non previste, le squadre del girone C di serie C, hanno diramato al presidente Gravina, al presidente del Coni Malagò, al commissario della FIGC Fabbricini,  un comunicato dove chiedevano la non ammissione, per il rispetto delle regole, di club penalizzati nella terza serie:  “Ci auguriamo davvero – scrivono i presidenti –  che da parte della Federcalcio ci sia l’intenzione di operare ascoltando  l’opinione di chi tiene in vita le società calcistiche della “terza serie”,  vero motore di tutto il sistema.
In caso contrario – concludono –  saremo costretti ad agire di conseguenza con iniziative di protesta eclatanti, tra le quali anche il ritiro delle nostre squadre dal campionato”.

Gravina ha accettato di buon grado questo comunicato, ma alla diramazione dei calendari della serie B a 19 squadre ha alzato le mani esclamando:«Calcio italiano allo sfascio. Intervenga il Governo».
A questo punto per la buona pace e partenza dei campionati prevista inizialmente a fine agosto, ora a data da destinarsi, non ci rimane che sperare in un miracolo. Dopotutto Gravina un miracolo, da presidente lo fece, trascinando il Castel di Sangro dalla Seconda Categoria alla serie B, ma come recitava nel libro dedicato al club abruzzese, lo scrittore americano Joe Mcginniss, Gravina non era uno dalla tasche bucate : Pranzi sì da buon meridionale ma il resto era solo contorno per il quale non occorreva svenarsi. L’impressione è che questa volta per mettere tutti d’accordo occorrerà più di un pranzo e che il conto passi attraverso quelle tasche che saranno costrette finalmente a bucarsi.


D.M.