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Vinse al Telemike, dipendente comunale dona 30mila euro al Rimini Calcio: acquistato bus per disabili

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Sport Rimini | 16:02 - 12 Luglio 2018 Vinse al Telemike, dipendente comunale dona 30mila euro al Rimini Calcio: acquistato bus per disabili

Mentre la squadra del Rimini iniziava i test fisici e le visite mediche il presidente del club Giorgio Grassi (“la decisione è del cda, ero stufo di essere chiamato patron”) nella sua azienda, la Grabo di Coriano, ha incontrato la stampa rimandando ad uno successivo summit per toccare il tema della campagna abbonamenti (“proporremo abbonamenti “corporate”. Non chiediamo la luna), quello tecnico e dello stadio (saranno ultimati i lavori per la Coppa Italia?) e delle infrastrutture.
IL RIMINI E IL SOCIALE Grassi spiegando le ragioni dell’insuccesso dell’azionariato diffuso, ha annunciato che un dipendente comunale, Gianni Cancellieri (nella foto il secondo da sinistra), salito alla ribalta della cronaca alla fine degli anni Ottanta per una vincita di 379 milioni di lire (netti 220) in sei puntate al Telemike, all’indomani della vittoria del campionato, si è offerto per sostenere il progetto di Grassi impegnando una cifra di 30 mila euro. “Insieme abbiamo deciso di comprare un pulmino da utilizzare per portare i portatori di handicap alla partita, in accordo con le associazioni e le onlus  - ha detto Grassi - . Gli ho offerto di assegnargli all’interno della società il ruolo di delegato per tutte le operazioni di solidarietà. Terrà i contatti con tutte le associazioni. Organizzeremo in occasione delle partite momenti di pubblicizzazione delle attività, con ingressi gratuiti a tutti coloro che vorranno intervenire. Noi vogliamo che Rimini FC sia un fenomeno di appartenenza: al campo deve andarci tutta la città".
CALCIO E BASKET A BRACCETTO Grassi ha annunciato la sua partecipazione al progetto cestistico RBR che ha come presidente attraverso l’acquisizione di una quota per portare “il nostro mattoncino. Noi crediamo che lo sport debba parlare con una voce unica, che non ci siano sport di serie A e di serie B. Con il nostro marketing ragioneremo cosa fare insieme, come le tessere che consentano di andare a vedere le partite a condizioni vantaggiose”.
BENVENUTI ALl’INFERNO Il (nuovo) presidente ha tracciato un quadro desolante della serie C. In vent’anni sono fallite 120 società, da ultime Modena e Vicenza, il destino dell’Andria è incerto e così quello di Lucchese e Reggiana. Grassi come il presidente del Mestre conviene sul fatto che in serie C i costi sono gli stessi della serie B senza avere nulla in cambio. I solo costi per la sola segreteria sono passati da 30mila euro a 130mila. Il ricavo delle prime 400 persone che entreranno alla partita sarà impegnato come costo d’apertura dello stadio. “Come uscirne? Il sistema si deve riformare, per quanto ci riguarda dobbiamo mettere in campo iniziative diverse, forme di aggregazione, coinvolgendo il volontariato, le associazioni, le altre società sportive della provincia tutta. 
AZIONARIATO DIFFUSO FLOP Grassi ha preso atto l’azionariato popolare non ha fatto breccia. Si contano sulle dita di una mano le adesioni: “Incontrerò queste persone nelle prossime ore e tireremo una riga finale. Secondo me ha un senso se arriva al 40-50%, con quattro, cinque non ha molto senso. Forse c’è stato un problema di comunicazione nell’illustrare il progetto, gli imprenditori  magari ci aiuteranno diversamente, ma da parte loro c’è poca voglia di spendersi, come si suole dire di mettere la mani nella pasta. La piada dobbiamo farla noi”. Per Grassi Rimini ha un grosso potenziale dal punto di vista economico, tra le prime cinque piazze, eppure la realtà parla di uno zoccolo duro di 1500-2000 persone quando a Cesena, ad esempio, è di settemila. “Questo ci pone in condizioni sempre di svantaggio” dice Grassi. Il quale sostiene che bisogna lavorare in profondità per crescere, partendo dal basso.
LA SQUADRA Un flash anche sulla campagna acquisti. “Nella mia testa è mancato solo un giocatore, che è un giovane, per il resto abbiamo portato a casa quello che volevamo, mantenendo lo stesso numero di romagnoli. Abbiamo fatto la squadra come la voleva l’allenatore. Noi non siamo entrati in concorrenza con nessuna società quando i procuratori hanno alzato il tiro. Abbiamo portato a casa la prima scelta o la seconda secondo i nostri obiettivi. Abbiamo molti giovani e 11 “vecchi” e potremmo schierare anche 11 “vecchi”. Ne abbiamo tenuti sei dall’Eccellenza e abbiamo fatto la squadra che volevamo fare. Credo che aggiungeremo un tasso guerriero che farà la differenza. L’obiettivo è quello di rimanere fuori da situazioni a rischio. Credo sia una squadra attrezzata per fare il campionato che vogliamo fare. Poi i tecnici si assumeranno le responsabilità”.

Stefano Ferri

Intervista a Giorgio Grassi, presidente Rimini Calcio

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