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Alla scoperta di Monte Cerignone, con la splendida rivisitazione medievale: tre giorni di festa

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Eventi Marche | 14:45 - 10 Luglio 2018 Alla scoperta di Monte Cerignone, con la splendida rivisitazione medievale: tre giorni di festa

La XIX edizione di Mons Cerignonis, il principale evento montecerignonese e appuntamento centrale per le Marche e la Romagna, è in programma da venerdì 13 a domenica 15 luglio a Monte Cerignone (PU). Tutto il borgo si sta preparando con la realizzazione di scenari e allestimenti per riportare nel medioevo l’intero territorio e chi vorrà godere della festa e dello spettacolo. 


Il venerdì inizia la festa piena di artisti, di artigiani, di musica. Quest'anno il tema è proprio la musica. Lungo le strade e nelle piazze, nelle ombrose sale delle corti, negli spazi profani, giullari e menestrelli intonano i loro canti, creano e suonano le loro musiche, antichi cantastorie celebrano l’amor cortese, le cavalleresche imprese, le battaglie e il sempre rinnovarsi della beltà della natura e della donna. E il ballo al canto s’accompagna, i bordi delle vesti si intrecciano nel rinnovarsi del gioco della vita che la danza meravigliosamente e simbolicamente narra. Nel salone nobile della Rocca, tra i meravigliosi rapaci e l’arpeggio, lezioni di danze storiche da imparare per prender parte all’educazione di dame e cavalieri. Gli armigeri che si sfidano in scontri e schermaglie, la Compagnia Corbarius di Sassocorvaro, la Corte di Giovedìa di San Mauro Pascoli, il Gruppo Storico la Pandolfaccia, con gli sbandieratori della Città di Amelia. Armature e costumi sono bellissimi e curati nei più piccoli dettagli e le spade risuonano tra le mura. 


Il paese si trasforma, si respira una vita antica fatta di mani abili, di artigiani che scolpiscono, dipingono, fabbri che forgiano spade, tessitori che tingono i loro tessuti e ancora piccole botteghe che diventano gioielli da visitare. E sulla Rocca, nel punto più alto, una vera delizia: il giardino pensile, capolavoro assoluto di grazia e bellezza. 


Per rincuorare il corpo vini e cibi di ogni tipo nelle numerose cantine e osterie. Il venerdì sera aprono la rievocazione il mercato, le osterie aperte e la musica potente dei Ballata Bellica e Clamor et Gaudium, insieme ad artisti e spettacoli di strada, burattini buffoni; le squadre del Contado si sfidano nei giochi del Palio per conquistare la Contrada del Contado che partecipa ai giochi della domenica. Il sabato nel tardo pomeriggio il Corteo scende dal Castello ed apre le danze. Per tutta la sera spettacoli di falconeria, sbandieratori, battaglie e tanta musica. Scendendo dal castello verso Piazza Clementina e Ca Margutto, troverete artisti, piccoli palchi e fresche cantine. La domenica pomeriggio la Corte scende dal Castello ed apre i giochi del Palio. Le quattro contrade si sfidano in piazza Begni per arrivare al Palio dell’Uovo tra bandiere, tamburi ed armigeri. A chiudere i tre giorni di festa illuminiamo la vallata con i fuochi d’artificio a tempo di musica e lo spettacolo finale in Piazza Begni.


MONTE CERIGNONE, IL LUOGO DEL CUORE DI UMBERTO ECO: Monte Cerignone sorge all'inizio dell'alta valle del Conca, scenograficamente abbarbicato su di uno sperone di roccia che spunta improvviso in mezzo alla vallata, alle falde del monte Faggiola (m.818). Il paese è formato da un piccolo borgo adagiato a livello del fiume e da un 'castello' che si eleva su di un costone tufaceo. La Rocca di Montecerignone, eretta nel XII secolo dai primi conti di Montefeltro, è un luogo particolare, che ha saputo mantenere inalterato nei secoli il suo particolare fascino. Il complesso si raggiunge da Piazza Begni, vero gioiello di architettura urbanistica, attraverso archi a sesto acuto ed un’ampia scala che conduce al sotterraneo e ai saloni dei piani nobili. Per la sua posizione strategica, Montecerignone, privilegiato del titolo Terra, per lungo tempo fu sede dell'unico Tribunale Montefeltrano e del Commissariato. Le mura del paese, intrise di storia e che videro il passaggio nei secoli di illustri personaggi, sono state anche dimora di Umberto Eco, Cittadino onorario dal 1982, che negli anni 70 acquistò un ex convento gesuita trasformandolo in rifugio creativo ove scrisse Il Nome della Rosa e tante altre meravigliose pagine, ispirato in quello che definì il suo “luogo del cuore”.


INTERVISTA al Sindaco Carlo Chiarabini di Riccardo Giannini.

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