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Cannabis legale per i propri dipendenti, azienda riminese finisce nel mirino di San Patrignano

Attualità Coriano | 12:49 - 05 Luglio 2018 Cannabis legale per i propri dipendenti, azienda riminese finisce nel mirino di San Patrignano

"L'uso eccessivo di 'benefit', evidentemente distrae e disorienta l'attenzione di quest'azienda che dovrebbe concentrarsi invece sulla costruzione di catene di valore attraverso forti rapporti con il territorio e diventare utili per lo stesso. La reputazione delle aziende nel posizionamento sul mercato deve rispettare non solo logiche di esclusivo profitto d'impresa, ma evolvere verso l'impresa socialmente responsabile". E' il commento del presidente della comunità di San Patrignano Antonio Tinelli, intervenendo sul caso dell'azienda riminese che ha deciso di aggiungere ai benefit per i suoi 30 dipendenti tisane e biscotti alla marijuana e profumi d'ambiente ricavati dalla cannabis con principio attivo legale. "Le persone - prosegue il responsabile della Comunità - muoiono a causa delle dipendenze, distruggono loro stessi e le loro famiglie. Questo ha un costo sociale altissimo. Basta guardare alla cronaca nazionale per constatare come non passi giorno senza che ci siano morti per droga, arresti per spaccio, episodi di violenza legati all'uso di sostanze psicotrope. Se questo non bastasse, pochi giorni fa, il consiglio superiore di sanità ha stabilito che non può essere esclusa la pericolosità della cosiddetta cannabis 'light' e ha espresso parere contrario alla vendita". Per Tinelli "è una fortuna che l'azienda riminese in questione si esponga così tanto mediaticamente, in modo che tutti possano leggere la palese contraddizione di un'operazione di marketing disvaloriale". È dunque "inaccettabile che l'etica dell'impresa, la deontologia professionale, possano prescindere dalla responsabilità di creare valore e benessere oltre che profitto". Sicuramente, conclude, "San Patrignano non sarà mai cliente di questa azienda che, piuttosto, invitiamo a farci visita per capire con più profondità il problema e la fragilità che interessa i nostri ragazzi".