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Auto danneggiata dopo l'impatto con capriolo, vent'anni di battaglia tra giudici ed enti per risarcimento

Cronaca Pennabilli | 05:32 - 01 Luglio 2018 Auto danneggiata dopo l'impatto con capriolo, vent'anni di battaglia tra giudici ed enti per risarcimento

Una lunga battaglia giudiziaria per vedersi riconosciuto il diritto al risarcimento dopo un incidente stradale provocato da un capriolo, con il rischio di dover restituire la somma percepita, con tanto di interessi e spese legali. Risale a dieci giorni fa l'ultimo capitolo di una vicenda che ha avuto per protagonista, suo malgrado, un 45enne di Ponte Messa. E' necessario fare un salto indietro nel tempo, il 18 giugno 1999, quando ancora i sette comuni dell'Alta Valmarecchia facevano parte della Provincia di Pesaro. Una sera il 45enne, alla guida della propria auto sulla Marecchiese, a Ponte Messa, vide un capriolo sbucargli all'improvviso e balzargli sul cofano della vettura, causandogli un danno significativo. L'uomo si rivolse all'avvocato Silvano Zanchini, che diede corso alla causa avanti al Giudice di Pace di Novafeltria. Arrivò la condanna per la Provincia di Pesaro e il conseguente risarcimento per il ricorrente. Tuttavia, con l'appello al Tribunale di Pesaro, iniziò un vero e proprio "ping-pong" tra Provincia e Regione. Il Tribunale di Pesaro accolse il ricorso della Provincia: ad accollarsi risarcimento e spese doveva essere la Regione Marche, i cui rappresentanti istituzionali non rimasero a guardare: ricorso in Cassazione e la causa nuovamente al Tribunale di Pesaro per ridefinire l'ente responsabile del risarcimento, ipoteticamente indicato nella Provincia. Fine del contenzioso? Assolutamente no. La sentenza del Tribunale di Pesaro, che ha sancito la responsabilità della Provincia, è stata nuovamente impugnata per difetto di motivazione. Nuovo ricorso in Cassazione della Provincia e nuovo rinvio al Tribunale di Pesaro perché fossero esplicitate le ragioni per le quali doveva essere un ente, piuttosto che l'altro, ad assumersi le responsabilità del sinistro. A risolvere la querelle è stata la stessa Regione Marche, con un recente provvedimento normativo che sancisce la responsabilità dell'ente sovraordinato, appunto la Regione. Nel contempo sono mutati gli orientamenti giurisprudenziali, sempre più stringenti per gli automobilisti, circa l’onere della prova. Nel caso del 45enne di Ponte Messa, l’ onere è stato ritenuto assolto: l’incidente è avvenuto in una zona notoriamente frequentata da animali selvatici, in mancanza di segnaletica e di una concreta opera di vigilanza sugli animali. L’odissea è quindi terminata con soddisfazione da parte del cittadino riminese.
Tuttavia, in casi analoghi, sempre più spesso si assiste a riforme, in senso peggiorativo, di sentenze di primo grado favorevoli, per gli ignari automobilisti che, oltre al danno, si vedono costretti a subire la beffa di non ottenere alcun risarcimento ed a sostenere le spese di causa.