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Venti albergatori di Rimini non pagano la tassa di soggiorno nonostante i solleciti. Denunciati: evasi 170.000 euro

Attualità Rimini | 13:00 - 31 Maggio 2018 Venti albergatori di Rimini non pagano la tassa di soggiorno nonostante i solleciti. Denunciati: evasi 170.000 euro

Sono venti i gestori delle strutture alberghiere verso i quali il quale la giunta comunale nell’ultima seduta ha dato mandato di procedere per l’illecito penale derivante  dall’appropriazione indebita dell’imposta di soggiorno riscossa dai clienti. Si tratta della denuncia conseguente  alle intimazioni ad adempiere al pagamento emesse dal Comune in questi primi mesi del 2018 con riferimento all’annualità d’imposta 2017 e non ottemperate.  “A differenza degli anni passati – sottolinea l’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini - dopo un confronto con la Procura, si è deciso di presentare un’unica denuncia che raggruppa tutti i venti inadempienti, cioè coloro che, nonostante gli avvisi e i solleciti, non hanno regolarizzato la loro posizione. Con questa denuncia unica perseguiamo un doppio obiettivo, potenziando e allo stesso tempo semplificando l’azione di contrasto agli illeciti”. 

Andando nello specifico, tre quarti delle querele (16) fanno riferimento a gestori di strutture ricettive a tre stelle (la fascia che sul territorio conta il maggior numero di strutture), mentre le restanti quattro, sono relative a strutture classificate 1, 2 e 4 stelle, per un totale di imposta trattenuta indebitamente di oltre 170.000 euro. 

Con questa denuncia salgono a 65 i gestori querelati dal 2014 ad oggi per i quali  non è stata fatta la remissione (quelli che non hanno regolarizzato la propria posizione anche dopo l’avvio dell’azione). Le querele infatti rappresentano l’ultimo step del procedimento di recupero delle somme messo a punto dall’Amministrazione che prevede l’invio di solleciti bonari, sanzioni amministrative, intimazioni di pagamento, ingiunzioni fiscali e atti di riscossione coattiva. Lo scorso anno è stata accertata un’evasione dell’imposta di soggiorno per 427.000 euro, di cui sono stati incassati 270.000 euro e con una percentuale di riscossione del 63%. 

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