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Manifesti funebri contro unioni civili gay, Ottaviani (Forza Nuova) attacca: 'processato per reato d'opinione'

Attualità Rimini | 19:41 - 28 Maggio 2018 Manifesti funebri contro unioni civili gay, Ottaviani (Forza Nuova) attacca: 'processato per reato d'opinione'

Mirco Ottaviani, esponente di Forza Nuova di Rimini, sarà processato per violazione della legge Mancino sulla discriminazione razziale. Il militante di estrema destra deve rispondere dell'iniziativa contro la prima unione civile gay celebrata a Cesena: l'affissione di manifesti funebri sulla sede del Comune romagnolo. Per l'accusa l'imputato il 29 settembre 2016 avrebbe "divulgato messaggi denigratori e discriminatori" tesi "a diffondere e divulgare idee omofobe". In una nota stampa, Ottaviani si difende dalle accuse, sostenendo di essere processato per un reato di opinione e ribadendo la sua battaglia a favore della famiglia tradizionale. Di seguito la nota.


Come sempre accade in questa nazione a sovranità limitata, la privazione della libertà del Popolo avviene in maniera graduale, subdola, in modo da farla sembrare, inizialmente, innocua e indolore. A farne le spese per primi, come spesso accade, sono le avanguardie: coloro che in prima linea, e quotidianamente, combattono per arginare il processo di decadenza e dissoluzione anche quando pare oramai inarrestabile.

In questo caso a parlare è Mirco Ottaviani come libero cittadino, ancor prima che in veste di qualsiasi ruolo dirigenziale io ricopra in ambito politico.

Mi trovo da qualche giorno sotto processo per due manifestazioni di dissenso ai primi due c.d. "matrimoni gay" tenutisi a Cesena tra settembre 2016 e febbraio 2017. Due manifestazioni sì volutamente provocatorie, ma dal fortissimo valore politico, etico, morale. Per la prima volta in tribunale la famigerata legge Mancino viene applicata a una cosiddetta "discriminazione di genere o orientamento sessuale", con tanto di contestuale tentativo di stroncatura della dissidenza politico-culturale attraverso richieste di risarcimento danni (quali?) per centinaia di migliaia di euro da parte di Comune di Cesena e associazione Arcigay.

Proprio nelle ore in cui l'opinione pubblica è giustamente scandalizzata per un presidente della Repubblica che contesta un reato d'opinione nel procedimento di nomina di un ministro, in pochi si accorgono che questa limitazione della libertà di manifestazione del pensiero presto, prestissimo, riguarderà ciascuno di noi.

Hanno cominciato, da decenni, con le varie "apologie" in tutte le salse, con cui hanno ridotto al silenzio migliaia di cittadini colpevoli anche solo di aver espresso pubblicamente un'opinione o una critica al sistema democratico. Poi, gradatamente, hanno applicato la contestazione di "xenofobia" anche a chi si fosse pur timidamente accinto a valutare la pericolosità e l'insensatezza del massiccio e incontrollato fenomeno immigratorio.

Ma non vogliono limitarsi solo a controllare i fenomeni e i processi sociopolitici: vogliono controllare anche le menti. Vogliono la perdita di ogni senso di vitalità, di fertilità e di slancio vitale verso il futuro. Ed ecco quindi arrivare i "reati d'opinione" per chiunque si azzardi ad affermare che la famiglia eterosessuale tradizionale e la funzione procreativa della coppia siano, e debbano rimanere, la normalità per un popolo che aspiri a proiettare nel futuro la propria continuità. I reati di omofobia, transfobia, bifobia, e chi più ne ha più ne metta: multe, processi, carcere, per chiunque, pur lontano da intenti di valutazione dei privati costumi sessuali, non si chini a reputare normale ogni genere di perversione omicida dell'ordine naturale millenario della nostra civiltà. 

Già da qualche anno, pensate, svariate correnti di pensiero, gruppi di pressione politica, addirittura esponenti della cosiddetta comunità scientifica stanno sdoganando la pedofilia, che da orrenda ed unanimemente esecrabile perversione è stata derubricata ad orientamento sessuale. Addirittura l'associazione degli psichiatri americani, ultimamente, si è espressa in tal senso.

Ciò che pare impossibile oggi, quindi, ad esempio, che una critica alla pedofilia possa essere oggetto di sanzione penale, tra qualche anno potrà essere realtà.

Chi combatte ora per fermare questa forsennata corsa sul piano inclinato che sta precipitando nel baratro la nostra civiltà combatte anche per voi.

Oggi c'è Mirco Ottaviani, ci sono io sul banco degli imputati, per aver detto che un bambino ha bisogno, per nascere e per crescere, di un babbo e di una mamma. Domani ci potrebbe essere ciascuno di voi, colpevole magari di voler solo difendere la vita e l'incolumità dei vostri figli.

Pensateci.

Non difendiamo una parte politica.

Difendiamo la possibilità di poter continuare a pensare liberamente e fuori da ogni dogma politicamente corretto.

Difendiamo la possibilità di continuare a vivere nel nostro mondo, difendiamo null'altro che la nostra sopravvivenza.

Siamo, né più né meno, dalla parte della Vita.