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Sindaco Rimini furioso per abolizione tassa di soggiorno. Proposta contratto tra Lega e M5s

Attualità Rimini | 17:16 - 18 Maggio 2018 Sindaco Rimini furioso per abolizione tassa di soggiorno. Proposta contratto tra Lega e M5s

Quella di abolire la tassa di soggiorno è "una superficialità che si scarica sui Comuni e sulle comunità locali come già avvenuto in passato" con "l'abolizione dell'Ici". E' quanto sostiene, in una nota, il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi dicendosi pronto a contrastare la proposta contenuta nel contratto di Governo tra Lega e Movimento 5 Stelle, dove si scrive 'in considerazione del rifinanziamento delle risorse a favore degli enti locali prevediamo di abolire la tassa di soggiorno'. "Non sono due righe da nulla per le centinaia di Comuni, come Rimini, come Roma o Firenze o Venezia - osserva il primo cittadino riminese - e centinaia di altre, che hanno come unica leva fiscale autonoma (e cioè i cui proventi rimangono sul territorio) proprio l'imposta di soggiorno". Nel 2017, puntualizza Gnassi, l'imposta di soggiorno "ha portato a Rimini 7,5 milioni di euro, usati per restaurare e riqualificare il suo patrimonio storico e artistico e la rete di balneazione. Praticamente tutto ciò che ci permette ogni anno di mantenere, e se possibile incrementare, 16 milioni di presenze turistiche". Quindi, argomenta ancora Gnassi, "sia chiara una cosa: contrasteremo questa superficialità che si scarica sui Comuni e sulle comunità locali come già avvenuto in passato" con l'Ici. "Mi auguro che questa sia solo una bozza - conclude - ma temo che stavolta questa sia solo una battuta".

Secondo il sindaco di Rimini, quella contenuta nel contratto di Governo tra Carroccio e pentastellati in tema di tassa di soggiorno presenta due elementi di contrasto: "il primo - chiarisce - è politico: elimina la tassa di soggiorno il partito che sull'autonomia anche finanziaria degli enti locali ci ha costruito la sua storia, e cioè la Lega", l'altro economico perché "in un contratto che a detta degli analisti lascia dubbi grandi quanto la fossa delle Marianne - dice Gnassi - sulla copertura dei capitoli strategici (previdenza, reddito di cittadinanza e così via), figuriamoci cosa può succedere per tutto ciò che riguarda il turismo e gli enti locali". D'altronde, prosegue il sindaco riminese, "l'abolizione della tassa di soggiorno vale 700 milioni di euro l'anno. Facciamo così: prima di qualsiasi abolizione, Rimini vuole vedere nel bilancio dello Stato trasferimenti annuali a proprio favore per almeno 7,5 milioni di euro oppure, se si volesse proprio cancellare per una decisione politica chiaramente centralista, lo Stato per compensare lasci a Rimini una buona fetta dei proventi dell'Irpef. Soldi dei riminesi che devono servire a far sempre più bella e ricca di servizi Rimini". Si tratta, aggiunge Gnassi, "dello stesso principio del referendum sull'autonomia fatto dalle regioni leghiste Veneto e Lombardia, no? Se Lega e 5 Stele sono d'accordo - conclude - i Comuni che attualmente utilizzano la leva dell'imposta di soggiorno potrebbero anche organizzare un referendum: volete, cittadini, che per compensare la perdita di risorse dovuta alla cancellazione dell'imposta di soggiorno restino sul territorio in cui abitate le tasse che adesso pagate allo Stato?".