Sabato 23 Febbraio00:22:52
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Crabs in C, l' assessore allo sport Brasini: "La riscossa può avvenire con una sinergia a livello giovanile"

Sport Rimini | 18:23 - 07 Maggio 2018 Crabs in C, l' assessore allo sport Brasini: "La riscossa può avvenire con una sinergia a livello giovanile"

 
Nel settantesimo anno della nascita del Basket Rimini, la pallacanestro riminese ripiomba nell’inferno della serie C, categoria che non frequenta dagli anni Settanta. Magari sarà solo una parentesi di poche settimane – il ripescaggio è più che possibile  – ma che resta come una macchia indelebile nell’albo della storia biancorossa.
Se Luciano Capicchioni ha il merito, riconosciutogli un po’ da tutti, di aver salvato il Basket Rimini dcoprendo negli anni i debiti del club che ora ha un bilancio in pareggio, dall’altro ha la responsabilità di averlo fatto naufragare sotto il profilo sportivo solo dopo che un paio di stagioni fa i biancorossi erano arrivati ai playoff con in panchina Massimo Bernardi facendo di colpo risvegliare una piazza ormai anestetizzata e priva di passione.
Invece di cavalcare l’onda di quell’ottimo risultato, in due anni si è disperso tutto pur avendo un main sponsor appassionato come NTS informatica e altri partner tra cui Conad a portare il prezioso mattone; con un piccolo sforzo, forse, non si sarebbe arrivati a questo punto. Ma l’aspetto sportivo, pare di capire dalle parole di Capicchioni all’indomani della clamorosa retrocessione in una intervista al Corriere di Romagna, forse non era in cima ai pensieri del patron: “Io dovevo cercare di chiudere i debiti, portare la società ad un bilancio sano e consegnare la ‘barca’ ad un gruppo affidabile. Entro fine maggio spiegheremo i dettagli , ma io ho finito e sono molto contento”. Che dire, allora?
Sconfitta dopo sconfitta, la giovane ciurma affidata a Maghelli, il nocchiero della fragile barca che ha navigato in un mare in costante tempesta, ha accusato la pressione e un clima di sfiducia strisciante mentre il club inevitabilmente finiva nel mirino dei tifosi via social. A tutto ciò vanno aggiunte le uscite estemporanee che hanno minato la fiducia unitamente alle voci confermate da Capicchioni proprio alla vigilia dei playout di cessione della società. Insomma, è mancata nel momento decisivo una strategia lucida e la compattezza che sarebbe servita.
Infine, c’è da sottolineare che la Rimini dei canestri arriva al capolinea con un settore giovanile lontano anche solo da un livello accettabile rispetto ai fasti del passato.
“Proprio dal basso, dal settore giovanile bisogna ripartire con un percorso virtuoso – spiega l’assessore allo sport Gianluca Brasini – l’inizio del declino porta la data del 2011 quando i Crabs non fecero valere la prelazione sulle palestre per svolgere l’attività giovanile; si interruppe l’osmosi tra settore giovanile e prima squadra. L’auspicio è che ci sia un percorso trasparente e condiviso tra le realtà cestistiche locali che gestiscono gli impianti e i Crabs con l’amministrazione comunale come garante. Questa mi pare la via da battere e l’esempio di quanto accaduto al Rimini Calcio è l’esempio da seguire”.
Stefano Ferri