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Il Frullo del Passero, 30 anni fa il film con Ornella Muti. Le riprese in Valmarecchia, tanti impegnati come comparse

Attualità Novafeltria | 06:54 - 02 Aprile 2018 Il Frullo del Passero, 30 anni fa il film con Ornella Muti. Le riprese in Valmarecchia, tanti impegnati come comparse

Quest’anno ricorre il trentennale della realizzazione del film “Il frullo del passero” tratto da una novella di Tonino Guerra, girato a Novafeltria e dintorni. La storia narra di Silvana, una giovane donna interpretata da Ornella Muti, che, rimasta vedova, si ritrova senza nessuna fonte di sostentamento e sta quasi per lasciare il suo paesino della Romagna quando un anziano e ricco signore, interpretato da Philip Noiret, anche lui vedovo, le offre di andare a vivere con lui a patto che lei ascolti le sue avventure amorose avute in passato. Silvana e Gabriele passano le loro giornate stesi sul letto, lui a raccontare, lei ad ascoltare, fino a che Silvana si rende conto che la vita e le vicende che Gabriele sta raccontando sono le stesse che sta vivendo lei che nel frattempo si sta innamorando di un giovane di un paese vicino. Silvana decide di scappare col giovane ma si rende conto che in realtà si è innamorata di Gabriele che con i suoi racconti sensuali e romantici è riuscito a sedurla senza neppure sfiorarla. Da qui il titolo del film: nel libro “Le mille e una notte”, molto amato da Guerra, il frullo del passero è il momento in cui il passero fa la sua conquista amorosa, così come avviene fra Gabriele e Silvana. 


La camera di Silvana era la camera da letto della signora Adelma Masi, conosciuta da tutti a Novafeltria come "Minina", che tutt’oggi abita nella centralissima Piazza Vittorio Emanuele. Dalla sua finestra, nella scena iniziale del film, Silvana osserva il corteo funebre (foto 3 della gallery) che accompagna il suo amante defunto. In realtà gli interni con Ornella Muti furono girati a Roma, ma la crew dovette comunque effettuare le riprese dalla camera dell'abitazione di Piazza Vittorio Emanuele (foto 4 della gallery). La signora Masi ricorda sorridendo che per installare una telecamera nella stanza "Mi misero a soqquadro tutta la camera". Da quella stanza la Masi poteva osservare lo svolgimento delle scene da una posizione privilegiata, anche quando la piazza veniva interdetta al pubblico: come ad esempio la celebre scena in cui Philippe Noiret è seduto davanti al Caffè Grand'Italia (foto 2 della gallery) e osserva il giovane interpretato da Nicola Farron inseguire e catturare un passero. Al piano terra dell’appartamento, la signora Masi aveva una merceria dove Ornella Muti fece compere per i figli avuti dall’allora compagno Federico Fachinetti, Carolina e Andrea. Andrea era ancora neonato e l’attrice lo allattava fra una scena e l’altra. La nipote della signora Masi, allora bambina, recitò in una brevissima scena insieme a Tonino Guerra che compare nel film in un piccolo cameo.


Per girare la scena del funerale, che coinvolse come comparse tanti novafeltriesi, lo staff si rivolse all’agenzia di Novafeltria di Pier Paolo Giannini, a cui chiesero di stampare manifesti funebri fittizi e di guidare il carro funebre. Giannini lavorò come comparsa fianco a fianco con l'attore Beppe Chierici, che interpretava il prete. Giannini ricorda come Chierici, oggi attore teatrale molto noto in Francia, si dimostrò molto incuriosito dal piccolo comune in cui era venuto a recitare e ascoltò con grande interesse gli aneddoti sulla nascita del Teatro Sociale di Novafeltria e delle iniziative del Carnevale, a cui il padre di Pier Paolo, Aurelio, aveva offerto un grande contributo.


Il Frullo del passero fu così un momento molto importante per la cittadinanza di Novafeltria.  Lora, la moglie di Tonino Guerra, definisce il film "un incontro fra sogno e realtà” e nonostante siano passati tanti anni dall’uscita del film , le piacerebbe che Novafeltria ricordasse di essere stata la location per questo racconto da lei tanto amato, con il posizionamento di una targa nella piazza : ”Da qui passavano, risvegliando i sogni, Philip Noiret e Ornella Muti”. 


Foto copertina Angelo Novi cineteca Bologna