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Moglie vive come schiava, segregata in casa e controllata dalle telecamere: il marito magrebino nei guai

Cronaca Santarcangelo di Romagna | 12:23 - 29 Marzo 2018 Moglie vive come schiava, segregata in casa e controllata dalle telecamere: il marito magrebino nei guai

Viveva letteralmente reclusa in casa, controllata da quattro telecamere installate lungo il perimetro dell'abitazione. L'incubo di una 35enne magrebina è iniziato nel 2010, responsabile il marito, un connazionale oggi 51enne. Nella mattinata di giovedì, i Carabinieri di Santarcangelo hanno eseguito, nei confronti dell'uomo, un'ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla residenza e ai luoghi frequentati abitualmente dalla 35enne, su disposizione del gip. Il marito, responsabile secondo le accuse anche di violenze fisiche, dovrà rispondere del reato di maltrattamenti in famiglia. Le indagini dei Carabinieri sono partite nell'ottobre 2017, grazie a una mail - scritta in lingua araba - da parte del padre della donna, residente in Marocco, che denunciava quanto capitato alla figlia. E' emerso un quadro piuttosto degradante per la povera donna, che viveva chiusa in casa, senza contatti con gli estranei, impossibilitata a imparare la lingua italiana o a lavorare, senza denaro: la spesa veniva fatta esclusivamente dall'uomo, che le aveva inoltre portato via i documenti di riconoscimento e di soggiorno, per impedirle di lasciare l'Italia e tornare in Marocco dalla famiglia.


Il commento dell'Arma sull'operazione


"Questo è l’ennesimo episodio di violenza domestica, oggettivamente una situazione gravissima subita da una donna madre, che i Carabinieri sono riusciti ad affrontare grazie anche alla volontà della vittima e dei suoi familiari di rivolgersi alle forze dell’ordine e di denunciare. Si tratta, purtroppo, di un fenomeno drammatico in questo caso accentuato dalla cultura marocchina, che si può contrastare solo con un lavoro quotidiano condiviso e diversificato in cui assume un ruolo fondamentale la fiducia delle vittime verso le istituzioni e quanti operano per la loro tutela, in primis magistratura e forze dell’ordine. L’Arma dei Carabinieri impiegherà ogni risorsa per affrontare con professionalità e competenza lo specifico fenomeno".