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S'innamora della cameriera ma il fidanzamento diventa un incubo tra sequestro e tentato suicidio. Cuoco condannato

Cronaca Rimini | 07:18 - 10 Marzo 2018 S'innamora della cameriera ma il fidanzamento diventa un incubo tra sequestro e tentato suicidio. Cuoco condannato

Un amore nato tra i fornelli della cucina di un albergo, tra un cuoco dell'Est Europa di 32 anni e una cameriera, si concluse nel peggiore dei modi: prima il tentato suicidio di lui, poi la denuncia di lei per stalking e sequestro di persona. Il processo, per fatti avvenuti a Rimini e risalenti al 2013, si è concluso con la condanna a 8 mesi di reclusione, a fronte di una richiesta di dodici anni formulata dalla pubblica accusa. La storia d'amore tra il giovane cuoco e la ragazza iniziò nell'agosto 2012, ma sorsero problemi di gelosia, in quanto lei continuava a frequentare l'ex fidanzato. Si arrivò alla rottura, qualche mese dopo, e da questo momento iniziarono gli atti persecutori addebitati al giovane cuoco: insistenti sms, appostamenti e pedinamenti. Questi nel gennaio 2013, a relazione terminata, tentò anche il suicidio ingerendo delle pasticche. Lo stalker seguiva la sua ex a casa, sul luogo di lavoro e anche nel bar che lei era solita frequentare, ciò era avvenuto anche durante la relazione con il cuoco. Il 21 aprile 2013 il Questore dispose il divieto di avvicinanamento, violato il giorno seguente: in quell'occasione si verificò l'episodio che portò alla denuncia anche per sequestro di persona. La ragazza accusò l'ex fidanzato di averla costretta a seguirlo nell'appartamento in cui viveva, estraendo dal suo borsello un coltello di 12 cm e una pistola. Dopo la denuncia, le strade dei due ex fidanzati non si sono più incrociate. Al processo, celebrato al Tribunale di Rimini, ha testimoniato anche l'anziana che aveva affittato l'appartamento all'imputato: sentita proprio sull'episodio del presunto sequestro, ha detto di non aver visto nessun arma e che l'incontro tra i due giovani durò solamente una mezz'ora. Allo stesso modo del coltello e della pistola le forze dell'ordine non hanno mai trovato traccia. L'accusa di sequestro di persona è stata così derubricata a minaccia privata: l'imputato, difeso dall'avvocato Luca Nebbia, è dunque uscito dal processo di primo grado con una condanna mite.