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Rimini, esposto del Comune contro cartelloni pubblicitari no-vax. Gnassi: 'messaggi privi di validità medica'

Attualità Rimini | 14:47 - 26 Febbraio 2018 Rimini, esposto del Comune contro cartelloni pubblicitari no-vax. Gnassi: 'messaggi privi di validità medica'

“Non possiamo accettare che nel XXI secolo acquistino credito credenze anti-scientifiche e che queste credenze ostacolino indispensabili azioni preventive (come le vaccinazioni) finalizzate a sradicare o a impedire il ritorno di malattie pericolose...non possiamo consentire che si scarichi sugli altri, che si vaccinano, la sicurezza della salute nella società”.  Si affida alle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il sindaco Andrea Gnassi nell’affrontare il delicato tema dei vaccini e conferma l’intenzione dell’amministrazione di presentare un esposto in Procura a seguito della presenza nella provincia di Rimini dei camion vela a favore della libertà vaccinale.

“Come Amministrazione comunale di Rimini – scrive il primo cittadino in una nota - siamo fra le realtà maggiormente impegnate -anche per la particolare situazione di ritardo da cui partiva il territorio provinciale -in una campagna sanitaria, medica, scientifica, e anche culturale- per la diffusione dei vaccini e per il rispetto degli obblighi di legge, che ci ha portato in soli sei mesi a +9% di vaccinati, crescendo il doppio rispetto la media regionale. Un risultato ottenuto grazie a quella che, però, non può essere la presa di responsabilità solo degli enti pubblici, ma deve essere di tutta la comunità. Per questo, in veste di autorità sanitaria locale, ritengo doveroso consegnare nei prossimi giorni alla Procura di Rimini, in forma di esposto, le informative raccolte dal lavoro svolto dagli uffici comunali e dalla Polizia Municipale relative alle recenti campagne di comunicazione free vax sul territorio comunale di Rimini. Camion vela circolanti anche in questi giorni sul territorio di alcuni comuni dell’Emilia Romagna, Rimini compresa, e che riportano messaggi del tutto privi di validità medica e scientifica.

L’esposto dunque è per chiedere non solo di verificare se questi messaggi fuori da ogni perimetro della scientificità siano in regola con le direttive contenute “Codice di Autodisciplina della comunicazione commerciale” ma soprattutto se non si configurino altre tipologie di reati, a partire dal ‘procurato allarme’. La salute è un tema sociale primario e fondamentale, e come tale va affrontato, nella salvaguardia primaria di tutti i cittadini, soprattutto i più deboli. Per questo credo sia più che legittima la richiesta inoltrata all’autorità competente”.

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