Domenica 28 Novembre15:03:11
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Proiezioni meteo con nevone e gelo: l'ombra di un nuovo 2012 sul riminese. Ecco perché

Attualità Novafeltria | 12:47 - 18 Febbraio 2018 Proiezioni meteo con nevone e gelo: l'ombra di un nuovo 2012 sul riminese. Ecco perché

Un dicembre pienamente invernale, un gennaio dai connotati autunnali e un febbraio che potrebbe entrare nella storia del meteo. Le proiezioni dei modelli a lungo termine infatti segnano l'arrivo di un'ondata di gelo molto severa. La distanza temporale è molto ampia, tuttavia la via è ormai tracciata: da sabato 25 febbraio potrebbe essere scritta una nuova pagine di storia meteorologica, ad appena sei anni dal 'nevone'. Ma andiamo con ordine. Domenica 18 febbraio tempo perturbato su tutto il riminese: precipitazioni abbondanti e fiocchi di neve anche sulla pedemontana, ma senza accumuli. Il maltempo, come si evince dalle previsioni di Arpae, proseguirà fino al primo pomeriggio di lunedì, poi una breve tregua con possibili piogge deboli nella serata di martedì, quota neve sui 300-500 metri. Per il resto della settimana, precipitazioni discontinue, ma il tempo resterà perturbato per l'intero periodo. A seguire, entriamo nella fase clou. Sabato 24 febbraio entrerà aria continentale dalla Russia: fino a martedì 27 febbraio compreso la neve potrebbe scendere copiosa fino a Rimini compresa. 


Da un punto di vista termico, è doveroso controllare i cosiddetti 'spaghetti'. Il modello americano GFS, in questo momento, vede per Rimini, nello scenario medio, un range tra le isoterme -6 e -9 a 850 Pa tra la mezzanotte del 25 febbraio e la mezzanotte del 28 febbraio come picco del freddo, con successiva risalita. Si tratterebbe quindi di un forte e lungo evento di carattere invernale, probabilmente inconsueto per il periodo (il 1 marzo inizia la primavera meteorologica), ma nulla di epocale. Il modello europeo Ecmwf propone nel suo run principale una visione molto severa: l'isoterma -13.1°  come picco dell'ondata di gelo tra il 26 e il 27 febbraio.  Da dove deriva questa incertezza? Dalla traiettoria dell'aria continentale proveniente da Est, se essa scenderà più verso l'Italia o se rimarrà confinata sopra le Alpi. Nel primo caso sarà un'ondata di gelo dai connotati storici, nel secondo sarà un'ondata severa, ma non eccezionale.



Ora bisogna considerare che fare previsioni ad oggi su quanta neve possa scendere è praticamente impossibile. I modelli previsionali a lungo termine, ripetiamo, mostrano l'arrivo di una forte ondata di gelo, che difficilmente potrà essere sterile di precipitazioni.



Perché abbiamo richiamato il 'mostro' 2012 nel titolo? In primo luogo bisogna sottolineare che ad oggi la situazione mostrata negli 'spaghetti' è meno severa rispetto all'analoga situazione del 2012. Ma è di scarsa consolazione questa cosa: nulla vieta che nelle prossime emissioni gli 'spaghetti' possano prendere una piega decisa verso il basso. In secondo luogo a spaventare è la dinamica che i modelli previsionali iniziano a mostrare: una risalita di aria calda dal Marocco verso il Portogallo che 'incastrebbe' il gelo nell'Europa Centrale, con l'Italia vulnerabile a tante altre perturbazioni da Nord-Ovest, alimentate dal serbatoio gelido, che porterebbero costanti e abbondanti nevicate. Una situazione che potrebbe durare per giorni (andare oltre il 28 febbraio è già un salto nel vuoto, ad ogni modo). Uno scenario non certo, sia chiaro, però possibile. 

< Articolo precedente Articolo successivo >