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L'indiscreto: Thomas Radici, dal Novafeltria al torneo con il Bologna. Storia del golden boy riminese

Sport Novafeltria | 15:58 - 15 Febbraio 2018 L'indiscreto: Thomas Radici, dal Novafeltria al torneo con il Bologna. Storia del golden boy riminese

Se dovessimo utilizzare un aggettivo per definire le prestazioni fino ad ora di Radici sceglieremmo "italiana". Sì, una sfida "all’italiana" costruita da una società che vede nel proprio settore giovanile un disegno ben preciso, quello del futuro.  Non c’è tempo da perdere, via al lancio in Prima Squadra di un ragazzino che all’anagrafe, in partenza, aveva soli 15 anni ma che nella voce segni particolari può contare  sulla furbizia, sulla velocità, sulla difesa e sul contropiede. Il bambino sul rettangolo di gioco è uscito dal guscio, azzannando la preda e rimettendo subito la testa dentro, un po’ per timore e un po’ per caratteristiche genetiche: è un mordi-e-fuggi che nel primo passaggio trai i grandi ha prodotto  ben due gol fino a questo momento. La sua formazione ha inizio in quel di Villa Verucchio. I  suoi genitori sono costretti ad iscriverlo nella squadra del paese dove risiede. Per Thomas l’abitazione risultava un ambiente poco tranquillo; vasi di fiori rotti a ripetizioni e porte di casa utilizzate come porte da calcio. L’esterno sembrava l’habitat più adatto per dare sfogo alla propria passione. In maglia rosanero gioca la bellezza di cinque stagioni per poi essere dirottato in riva all’Adriatico a Bellaria. Un paio di stagioni per ritornare nell’entroterra riminese con tappa a Pietracuta e addirittura nella Repubblica di San Marino.  Il ragazzo vive per il gol e decide di accettare la sfida a Novafeltria (convinto  e trascinato dal suo  allenatore Satalino) con la formazione dei Giovanissimi 2002’. Il campionato è da urlo, primo posto davanti al blasonato Rimini, ma soprattutto uno score realizzativo da far invidia a chiunque: 33 centri e titolo di vice-capocannoniere del torneo dietro Satalino col quale compone una coppia gol formidabile.  Tifoso milanista,  con idolo un certo Cristiano Ronaldo, si definisce un attaccante veloce, che ama ricevere palla in profondità sfruttando  gli spazi stretti amando in particolar modo i gol da copertina, quelli che arrivano magari dopo un dribbling elegante. Il suo debutto con la Prima Squadra avviene a settembre 2017 con il Colonnella, tra l’altro un debutto vittorioso per lui. Corre dannatamente nelle prime due gare, saggiando anche qualche “tacchettata” che porta il benvenuto simpatico in un torneo dove vige la regola del rispetto. Thomas annuisce, comprende che oltre a correre, deve iniziare a punzecchiare le difese avverse, tale obiettivo viene concretizzato alla sua terza presenza in stagione con il San Clemente, al quale riserva due reti. Cresce a quel punto la consapevolezza in lui. Si alza il rumore dei tamburi, ed ecco che le prime sirene portano alle attenzioni di Bologna, Atalanta e Milan. Nel momento di maggior confidenza con il campo, viene messo ko da una botta rimediata nel derby col Verucchio. Rientra soli due mesi più tardi, ma c’è da rispettare una chiamata, quella del Bologna al torneo di Misano. Nell’International Cup Ferretti, Radici gioca con gli Allievi Rossoblu, i quali sfideranno nel primo match gli inglesi del Bournemouth. La gara è tosta ma Radici riesce a bucare la porta avversa con un gol dei suoi; destro a giro e via al festival della felicità. Le altre prove lo mettono dinanzi a squadre appartenenti al campionato greco ed italiano, ma alla fine è da considerarsi positiva la sua apparizione.  
Radici mette il suo timbro: il graffio dell’attaccante per chi sogna un futuro tra i grandi nel mondo più difficile da centrare, quello del professionismo.  Il ragazzo in quel di Bologna ci dicono che abbia ascoltato quella canzone di Gianni Morandi che prende il titolo “Uno su mille”. Sognare è bellissimo, ma se Radici deciderà di mettere la propria radice su quel terreno, chiamato rettangolo di gioco, e se quella porta di calcio, definita ingresso, decidesse di aprirsi,  siamo sicuri che ci rimarrà a  lungo, in quel caso saremo lieti di raccontarvi un’altra bella storia di un ragazzo affermatosi lungo la riva del Marecchia.

D.M.

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