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Passaggi segreti e cunicoli da Covignano a piazza Cavour, c'è una Rimini nascosta che non ti aspetti

Attualità Rimini | 06:40 - 11 Febbraio 2018 Passaggi segreti e cunicoli da Covignano a piazza Cavour, c'è una Rimini nascosta che non ti aspetti

Rimini è la città del mare e del divertimento. I turisti la conoscono per le sue discoteche e i suoi locali e i cittadini sono orgogliosi di vivere nella capitale della movida romagnola. Ma Rimini nel suo sottosuolo nasconde grotte e cunicoli leggendari che danno alla città un inaspettato risvolto misterioso e inquietante.
Sotto il livello stradale infatti esistono molte grotte artificiali risalenti fino all’epoca romana che hanno dato origine a leggende e racconti più o meno veri. Queste grotte erano state scavate inizialmente dai conventi e dai ricchi signori che abitavano le ville sui colli di Covignano, e servivano come ghiacciaie per conservare i cibi o il vino.  Durante la guerra furono scavate buche e utilizzate per nascondersi durante i raid aerei. Molti ipogei (questo il nome delle grotte artificiali) furono scavati anche per essere utilizzati come sepolcri. Il sottosuolo riminese di origine pluviale rende facilmente scavabile il terreno e non era particolarmente difficile creare una grotta sotto la propria casa per utilizzarla appunto come cantina o come rifugio.
La grotta più famosa, perché la prima scoperta da Luigi Tonini che ne parlò in suo volume nel 1848, è la “Grotta dei Romiti”, così chiamata perché utilizzata come cantina dai frati girolomini, chiamati appunto romiti. La leggenda narra che da essa partisse tutta una serie di reticoli che arriverebbero da Covignano fino al centro della città, esattamente sotto la fontana della pigna di piazza Cavour. E questi passaggi segreti, secondo la leggenda, furono utilizzati dai monaci olivetani, i cosiddetti “frati bianchi” per arrivare in città e rapire le fanciulle o fare razzie. Nascosto fra i cunicoli ci sarebbe ancora oggi un tesoro maledetto. La realtà è molto più prosaica: il passaggio esiste davvero, ma si trattava semplicemente di un acquedotto romano che portava l’acqua dalla collina al centro città.
Gli ingressi e i passaggi a queste grotte sono ormai nascosti e molti di essi sono andati perduti. Molti ipogei sono stati riempiti per ragioni di sicurezza o sono andati distrutti dai crolli naturali e tutto ciò alimenta l’alone di mistero che li circonda. Tutti ne conoscono l’esistenza ma nessuno sa esattamente quante siano e dove si trovino queste grotte.
Ma oltre all’aspetto leggendario e misterioso esiste anche un aspetto più pratico per cui è importante invece riscoprire e censire esattamente questi ipogei: essi potrebbero infatti creare problemi di stabilità e assestamento del terreno e se crollassero su se stessi potrebbero essere un pericolo per gli abitanti della zona.

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