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Rompe il naso alla figlia, sputa ai vigili e pedina un avvocato: chiesta nuova perizia psichiatrica su 60enne riminese

Cronaca Rimini | 06:17 - 10 Febbraio 2018 Rompe il naso alla figlia, sputa ai vigili e pedina un avvocato: chiesta nuova perizia psichiatrica su 60enne riminese

Era diventato un incubo per i suoi familiari, per l'avvocato dell'ex moglie, ma anche per le forze dell'ordine. Un 60enne riminese, ex imprenditore, deve rispondere in tribunale di una lunga lista di reati, tra cui stalking, maltrattamenti e lesioni, quest'ultima fattispecie di reato per aver rotto il setto nasale alla figlia. Nell'udienza del 6 febbraio, l'avvocato difensore Liana Lotti ha chiesto e ottenuto dal giudice una perizia suppletiva, al fine di accertare che il 60enne non fosse capace di intendere e volere, nel periodo in cui fu protagonista di diverse condotte configurabili come atti persecutori: ad esempio si appostava spesso sotto lo studio dell'avvocato dell'ex moglie, costituitosi parte civile nel processo, oppure gli inviava insistentemente sms e fax. Nega invece le accuse mosse dalla figlia, anch'ella parte civile nel procedimento, vittima di frattura del setto nasale a causa della violenza del 60enne. Ad alzare le mani sulla donna, secondo la versione dell'ex imprenditore, fu il fidanzato di lei. L'imputato è comunque da marzo 2017 ricoverato in uno dei Rems della regione, le strutture che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici, dopo aver trascorso settimane nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Rimini. Pare che la sua situazione sia notevolmente migliorata, seguito con bravura da un'eccellente equipe di psichiatri. Il giudice nei prossimi giorni dovrà dunque decidere se lasciare il 60enne nel Rems, o se applicare un altro tipo di misura cautelare. L'uomo, che soffriva di manie di persecuzione, tormentò anche i funzionari della Prefettura e della Procura di Rimini, spedendo circa 50 denunce via fax, con il proposito di far chiudere "il Tribunale di Rimini, le Caserme dei Carabinieri e il Comando dei Vigili Urbani". Le multe sono un'altra nota dolente: l'uomo ne ha prese diverse, in una circostanza a Bellaria parcheggiò sul marciapiede e nonostante questo si sentì ingiustamente sanzionato: sputò verso i vigili e li insultò, arrivando anche a minacciare il carrozziere che aveva effettuato il sequestro della vettura, su ordine della pattuglia della Polizia Municipale.

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