Sabato 16 Ottobre11:51:00
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Ubriaco accoltellò padre e figlio titolari di un bar pizzeria di Rimini: condanna a 6 anni, rimane accusa tentato omicidio

Cronaca Rimini | 12:46 - 07 Febbraio 2018 Ubriaco accoltellò padre e figlio titolari di un bar pizzeria di Rimini: condanna a 6 anni, rimane accusa tentato omicidio

Condanna più che dimezzata, rispetto alla richiesta della pubblica accusa, per un 43enne di origine calabrese, a processo per tentato omicidio e per altri cinque capi di imputazione, nei confronti di padre e figlio, titolari di un bar-pizzeria in viale Vespucci. L'uomo, difeso dall'avvocato Enrico Graziosi, a fronte di una richiesta di 14 anni è stato condannato a 6 anni di reclusione, con l'esclusione della premeditazione e la concessione delle attenuanti generiche, prevalenti sulle aggravanti. I fatti avvennero nel tardo pomeriggio del 3 maggio 2017: il 43enne, in stato di alterazione per il troppo alcool ingerito, pretendeva di bere ancora. Allontanato una prima volta, tornò a distanza di un paio di ore armato di coltello per consumare la propria vendetta: colpì al torace il titolare e ferì al braccio il figlio, che fortunatamente riuscì a schivare alcuni fendenti. Le vittime di quell'aggressione si sono costituite parte civile, rappresentate dall'avvocato Alessandro Catrani. Il calabrese finì ai domiciliari e poi ottenne l'obbligo di firma, in sostituzione della precedente misura cautelare. Dovrà però in futuro tornare davanti al giudice per una vicenda quasi analoga a quella riminese: l'aggressione al titolare di un bar di Vibo Valentia e alla moglie dell'uomo. L'avvocato Catrani sottolinea: "Con il riconoscimento del tentato omicidio riteniamo che piena giustizia sia stata fatta per quel fatto di particolare gravità che provocò, oltre a gravi lesioni ai miei assistiti, un notevole allarme sociale poco prima dell'inizio della stagione balneare nel cuore di Marina Centro".  L'avvocato Graziosi annuncia ricorso in appello: "A fronte di una richiesta di 14 anni di pena, si è giunti a una condanna molto più contenuta e ciò rende giustizia alla reale gravità dei fatti, Ciò posto attendiamo il deposito delle motivazioni, sicuramente ricorreremo in appello, poiché riteniamo che il tentato omicidio non sussista, ma il mio assistito avrebbe dovuto rispondere di lesioni aggravate".

< Articolo precedente Articolo successivo >