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VIDEO: Rapinatori in trasferta, due fratelli residenti in Toscana arrestati a Riccione dopo due colpi in supermercati

Cronaca Riccione | 13:08 - 05 Febbraio 2018

Sono stati i responsabili di due rapine in due distinti supermercati Conad, la prima il 25 gennaio in via Romagna a Misano, la seconda il 1 febbraio in via Catullo a Riccione. Due colpi, agli orari di chiusura, che avevano fruttato un bottino complessivo di oltre 3000 euro. In manette sono finiti due fratelli siciliani di 28 e 31 anni, già noti alle forze dell'ordine, che avevano 'base' in Toscana, veri e propri pendolari delle rapine. Nel colpo a Misano uno dei due aveva compiuto materialmente la rapina, il secondo, assieme a una donna di origine peruviana, aveva fatto sostanzialmente da palo, spingendo peraltro, a parole, la cassiera a dare il denaro al rapinatore per evitare guai. Lui e la peruviana, al momento estranea alle ipotesi di reato, avevano anche fatto una spesa esigua per calarsi nella parte dei clienti. Nella rapina a Riccione i ruoli si sono invertiti: il finto cliente, con il volto travisato, ha agito, aiutato dal fratello. Tutto ben pianificato: dopo la rapina a Misano, i due hanno trovato alloggio da una conoscente in un'abitazione vicino al supermercato, dopo quella di Riccione si sono rifugiati in una stanza di albergo, nelle vicinanze, affittata ad hoc. I Carabinieri di Riccione hanno messo in atto un'attività di indagine vecchio stampo, grazie anche a un'intuizione, quando i due fratelli sono stati notare passeggiare insieme per le vie di Riccione. Due persone, presenti al momento di due diverse rapine effettuate da singolo rapinatore mascherato, che si trovavano assieme. Questo ha insospettito i Carabinieri e dato la svolta alle indagini. I due malviventi usavano whatsapp per comunicare: il palo dava indicazioni all'altro sul momento propizio per agire. A Riccione e zone limitrofe avevano pianificato altri due-tre colpi, venendo però fermati dai Carabinieri poche ore dopo la seconda rapina. I Militari hanno recuperato i vestiti indossati nelle rapine, i coltelli a serramanico utilizzati per minacciare i cassieri, parte del denaro contante.