Marted 23 Aprile04:55:42
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Crollo del cinema italiano: Rimini in controtendenza, le sale si riempiono

Attualità Rimini | 08:26 - 22 Gennaio 2018 Crollo del cinema italiano: Rimini in controtendenza, le sale si riempiono

E’ stato un anno difficile per il cinema italiano il 2017: c’è preoccupazione da parte di produttori, distributori e vertici delle istituzioni cinematografiche per l'evidente debacle evidenziata dai dati del Mercato Cinematografico 2017.
Tutte cifre nel segno meno: -46,35% rispetto al 2016 per numero di presenze (pari a 16.880.223) e -44,21% per biglietti venduti (18,28% del numero totale). Anche la quota cinema italiano al box office per incassi del 17,64% è la peggiore degli ultimi quattro anni. Negli ultimi cinque anni, va detto, si tratta del secondo peggior risultato, sia per presenze che incassi, dopo la stagione del 2014 (575.247.515 euro e 91.526.747 presenze). Tuttavia Rimini si dimostra in controtendenza, con dati che denotano un panorama del tutto diverso: qui al cinema si va spesso e volentieri, ma qual è la ricetta?
“A Rimini e Riccione siamo riusciti a tenere il dato più ‘mitigato’, intorno al -8%, ma questo grazie anche ad una serie di iniziative”, a spiegarlo è Massimiliano Giometti, patron delle omonime multisala al Cinepalace di Riccione al centro commerciale ‘Le Befane’ di Rimini. “L’idea è quella di creare sempre eventi intorno al cinema, in maniera da offrire un contenuto più completo. Il fenomeno di pirateria e internet incide, non c’è dubbio, ma il problema a mio parere è la qualità, se i cinepanettoni non vanno bene è perché il pubblico chiede di più, spende soldi in maniera più oculata, non a caso i film che sono andati meglio sono “Wonder” e “Assassinio sull’Orient Express”. Le produzioni e le sceneggiature spesso tendono ad assomigliarsi, forse perché si tende a rischiare di meno, si punta sul sicuro.”
Francesco Rutelli, Presidente dell'Anica, Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali, alla luce dei dati ha annunciato che avanzerà al ministro  della cultura Dario Franceschini delle proposte innovative per risollevare il cinema italiano, dal punto di vista locale “mi piacerebbe che si appoggiasse di più la delocalizzazione del prodotto e si creasse un supporto per la film commission del territorio, in maniera da valorizzarlo. Anche le aperture di nuovi cinema danno linfa al mercato, il cinema è cinema, che sia Fulgor o Le Befane”, conclude Giometti.
 
Sugli eventi cinematografici punta anche il Cinema Tiberio, in netta controtendenza  rispetto ai dati nazionali relativi alle sale vuote, con una programmazione variegata che dalla riapertura a fine settembre 2017 (dopo la chiusura estiva per i lavori di ristrutturazione) ha visto la presenza di un pubblico sempre più numeroso, con repliche di molti titoli in programma. La storia del Cinema Tiberio, sala della comunità affiliata ACEC, prosegue con investimenti mirati e scelte coraggiose di programmazione: film, opere liriche, balletti, eventi teatrali registrati nei grandi teatri internazionali, documentari sull’arte, ma anche conferenze, presentazioni di libri e teatro dialettale.