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Cinquant'anni fa nasceva il Geo, i riminesi ci andavano con il mitico 'Ciao'. Al suo posto nascerà un area commerciale

Attualità Gatteo | 06:52 - 23 Gennaio 2018 Cinquant'anni fa nasceva il Geo, i riminesi ci andavano con il mitico 'Ciao'. Al suo posto nascerà un area commerciale

"Hanno buttato giù l'Odeon e ci faranno un discount. Un altro sogno che uccidono", recitava una delle canzoni più famose di Eros Ramazzotti, "Dove c'è musica". E' quanto successo a un locale storico della movida degli anni '70 e '80, il "Geo" di San Mauro Pascoli, meta ambita di tantissimi riminesi, che oggi ha lasciato spazio a un'area commerciale. La discoteca apriva il sabato sera e, per i più giovani, la domenica pomeriggio: il rito, per tanti ragazzi riminesi dai 16 ai 19 anni, era salire in sella al Ciao e trascorrere le ore di divertimento pomeridiano al "Geo". Lo conferma Pietro Bevitori, storico gestore anche dell'Altromondo Studios di Rimini, con il compianto Guerrino Galli: "Confermo, negli anni '70, in particolare tra il '72'e il '73, c'è stato un boom anche tra i riminesi, soprattutto la domenica pomeriggio". Un'altra epoca, mentre oggi "non capisco dove vadano i ragazzi dai 25 anni in su, visto che il sabato sera la discoteca è diventata meta per i ragazzi più giovani, quelli che una volta entravano in discoteca solo la domenica", spiega Bevitori e dal tono della sua voce trapela un velo di malinconia e di amarezza. Il "Geo" aprì 50 anni fa, nel 1967, ma i primi due anni stentò a decollare. Era gestito dagli Zoffoli,tre fratelli di Cesenatico, musicisti. Il proprietario dell'immobile trovò in Pietro Bevitori un imprenditore convinto a lanciare in alto il locale. "Conoscevo Patty Pravo e la convinsi a fare un doppio spettacolo, domenica pomeriggio e sera, con un catchet di un milione e 200.000 lire, roba da ridere, oggi invece ci vorrebbero almeno 50.000 euro per fare dei concerti importanti", racconta Pietro, che trasmette per telefono una grande giovialità. Il concerto di Patty Pravo fu un successo: più di 3500 persone. Fu l'inizio di un'epopea. Grandi nomi della musica italiana e internazionale salirono sul palco del "Geo": da Battisti a Modugno, Da Venditti a De Gregori fino a Celentano, i Genesis, i Jethro Tull, la Pfm. Un nome però è particolarmente caro a Bevitori: Ray Charles. "Andammo in America con Sergio Bernardini per scritturarlo, fece due concerti in Italia, uno alla Bussola di Viareggio l'altro al Geo". La data dell'evento fu il 16 agosto del 1976. Quel pomeriggio tra il pubblico c'erano un sacco di artisti che spesso erano dall'altra parte della barricata, dai New Trolls alla Pfm, fino al Banco del Mutuo Soccorso: "Nessuno pagava, perché lì conoscevo tutti", scherza Bevitori, nostro Cicerone in questo viaggio nella memoria del suo storico locale. Da quattro anni, dal 1972, Bevitori gestiva anche l'Altromondo Studios, dopo la tragica morte in un incidente stradale di Gilberto Amati, gestore del locale costruito dal padre Giuseppe che lo voleva sottrarre, ironia della sorte, al pericoloso mondo delle corse in auto: "Oggi sarebbe impossibile tenere due locali, relativamente vicini, senza farsi concorrenza nociva, togliendosi clienti", spiega Bevitori. Tempi che cambiano, anche il "Geo" conobbe il declino a fine anni '90. Nel 2003 arrivò, dopo 36 anni, il capitolo conclusivo della storia di questa storica discoteca. Divenne prima struttura abbandonata, dimora per sbandati e senzatetto, poi un'area commerciale. Ma la leggenda non è stata cancellata e nelle pagine di carattere nostalgico di Facebook, è facile imbattersi nei ricordi di tantissime generazioni, di sogni e di emozioni provate nel dancefloor. 

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