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Riccione, ballerine e cameriere non in regola: annullata maxi multa da oltre 40mila

Cronaca Riccione | 07:05 - 09 Gennaio 2018 Riccione, ballerine e cameriere non in regola: annullata maxi multa da oltre 40mila

Un verbale da oltre 40.000 euro di sanzioni è stato 'stracciato' in sede giudiziaria, buone notizie per una 50enne originaria della Svizzera e residente a Saludecio, titolare di un locale notturno di Riccione. La vicenda risale al 3 dicembre 2011, data di un blitz dei Carabinieri e della Polizia Municipale al locale: in quell'occasione vennero identificate dieci ragazze immagine, tutte originarie dell'Est Europa, regolari in Italia, ma prive di un contratto di lavoro. Le sanzioni arrivarono alla cifra di 21.025 euro, considerando anche l'assenza delle certificazioni mediche, visto che le visite mediche, per il lavoro notturno, sono obbligatorie per constatare l'assenza di controindicazioni ad esso. Il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale era stato subito revocato, a seguito degli adempimenti posti in essere dalla titolare e dal pagamento di 1500 euro di sanzione.

La vicenda si è spostata davanti al giudice del lavoro, con le sanzioni che avevano 'sfondato' il tetto di 40.000 euro e la 50enne che si è affidata agli avvocati Davide Grassi e Gaia Galeazzi. L'ordinanza ingiunzione emessa dal Tribunale per il pagamento delle sanzioni, al lordo delle maggiorazioni, è stata annullata dal giudice del lavoro: il verbale è stato notificato l'11 giugno 2012, oltre i 90 giorni previsti dalla legge, quasi quattro mesi dopo l'audizione di cinque lavoratori interessati agli accertamenti avviati il 3 dicembre, audizione avvenuta il 20 febbraio 2012. Gli avvocati Grassi e Galeazzi, citando alcuni precedenti  giurisprudenziali e la circolare 41 del 2010 del Ministero del Lavoro, hanno dimostrato che il termine scatta dal momento in cui sono stati acquisiti dati ed elementi, di carattere oggettivo e soggettivo, necessari a verificare se ci sia una condotta sanzionabile: non poteva considerarsi, come stabilito dalla controparte, che il giorno da cui scattasse il termine fosse il 6 giugno 2012, dopo l'audizione di un ulteriore soggetto che non poteva dirsi interessato all'accertamento, in quanto addirittura non lavorava presso il locale. In più la documentazione utile ai fini di indagine era stata prodotta dai legali, espletando le ultime formalità il 27 gennaio 2012. 

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