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In centro spopola 'Paolino Tortellino', la pasta diventa cibo di strada. L'idea di un giovane riminese

Attualità Rimini | 07:23 - 07 Gennaio 2018 In centro spopola 'Paolino Tortellino', la pasta diventa cibo di strada. L'idea di un giovane riminese

Giovani imprenditori investono sul prodotto Rimini e sul 'made in Italy', nella fattispecie la pasta, specialità che ci rende famosi in tutto il mondo. Paolo Filippini, trentenne riminese, gestore di un locale alle Cantinette, ha deciso di rivoluzionare il mondo del 'take away'. Il tortellino diventa infatti street food: da mangiare passeggiando in centro storico, nell'apposita confezione, come la piadina, come il fish&chips inglese, come la pizza al taglio. Addirittura in un'inedita versione: fritto. Il locale 'Paolino Tortellino', in via Giuseppe Garibaldi a Rimini, è la novità che ha scosso il mondo della ristorazione riminese, dall'apertura avvenuta un mese fa. "L'idea nasce a inizio 2017, volevo fare un'azienda che semplificasse il modello di business, un'azienda scalabile e misurabile, un'azienda monoprodotto proprio per la semplicità", racconta l'ideatore della prima tortellineria 'take away'. L'obiettivo era fornire un prodotto che fosse vicino soprattutto ai giovani e alle realtà in ascesa come lo streetfood. Le difficoltà non sono mancate: prima dell'apertura il cuoco si è infortunato, ma Paolo non si è arreso e ne ha preso il posto. Da autodidatta e da appassionato di cucina emiliano-romagnola non si è scoraggiato. Ma la sua idea di ristorazione non si limita alla qualità del prodotto. Il suo staff, composto interamente da giovani, deve essere capace di gestire i social network. Il marketing è un punto fondamentale nell'attività imprenditoriale: prima dell'apertura, in piazza Tre Martiri, ha fatto la comparsa un tortellino gigante, che ha fatto impazzire i piccoli e incuriosito i grandi, un'efficace campagna promozionale. Sotto il costume 'Gianma', un amico di Paolo: "Bisogna differenziarsi, io ho investito in una mascotte. Invece ci sono commercianti che hanno paura di investire 10 euro al giorno su Facebook e rinunciano a promuovere la propria attività". Le cronache narrano spesso travagliate chiusure di attività, di centro storico di Rimini 'svuotato', eppure c'è chi è riuscito ad andare controcorrente. Paolo ha scelto la sua città per ragioni di comodità gestionale e di costi, non si è spaventato di fronte alla crisi che ha colpito il cuore del tessuto economico della città: "Il problema è che c'è gente che apre attività senza motivazione e improvvisazione, solo per fare soldi, per questo poi chiudono. I soldi sono uno strumento per arrivare allo scopo, non il fine".