Sabato 24 Agosto22:53:02
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Andrea Brighi: passato, presente e futuro del difensore leader 'silenzioso' del Rimini del Triplete

Sport Rimini | 07:42 - 01 Gennaio 2018 Andrea Brighi: passato, presente e futuro del difensore leader 'silenzioso' del Rimini del Triplete

Si è chiuso un 2017 di grandi successi per il Rimini Calcio. La vittoria del campionato di Eccellenza con la conseguente promozione in Serie D, la Coppa Emilia, la Supercoppa di Eccellenza Emilia Romagna: un triplete che ha segnato l'esordio della nuova società, al cui timone si trova l'imprenditore Giorgio Grassi. Tra i grandi protagonisti della rinascita del Rimini Calcio c'è una bandiera della riminesità: Andrea Brighi, classe '92, che in questa stagione ha iniziato il suo settimo anno nella prima squadra biancorossa. Difensore cresciuto nel vivaio, Brighi sfoglia il libro dei ricordi del 2017: "L'emozione più grande è stata dopo la partita del Corticella, quella che ci ha permesso di vincere il campionato e perseguire la promozione". L'obiettivo più grande, tra i tre conseguiti, in una stagione che il difensore descrive come "lunga e difficile, con l'obbligo di portare a casa il risultato in tutti i modi e a tutti i costi". Lo sguardo va ora al 2018 e a un nuovo obiettivo, il più importante: riconquistare il calcio professionistico. Domenica 7 gennaio si riparte da Fiorenzuola, la capolista a sorpresa davanti ai biancorossi: "Una squadra buonissima a detta di tutti gli addetti ai lavori, se sono lì davanti un motivo c'è, è una squadra ben organizzata e giocano bene", spiega Brighi, che all'andata, prima gara del campionato 2017-2018, segnò di testa il gol del momentaneo 1-0, poi il pari beffa nel recupero. "Alla prima giornata era difficile capire i valori, noi avevamo fatto un ottimo primo tempo che potevamo chiudere con più di un gol di vantaggio, poi nella ripresa loro sono venuti fuori". A proposito di gol, la testa di Brighi ha spesso tolto le castagne dal fuoco in casa Rimini: quattro reti, a dimostrazione della notevole pericolosità della squadra biancorossa sulle palle inattive. "Magari continuassi così", è l'auspicio del difensore riminese, ricordando però sempre che il gol personale è un'emozione, ma ciò ce conta è la vittoria della squadra. Brighi si conferma soldato fedele alla causa, neppure i due paventati arrivi del mercato di gennaio e il ritorno di Vesi lo turbano: si parla di Ferrani, capitano del Fano, e di Romagnoli, giovane difensore del Siena. Con Giua fermo ai box, Righetti potrebbe ritrovarsi sette giocatori, compreso Mazzavillani, per tre posti, anche se quest'ultimo, come D'Addario, può essere impiegato come esterno a centrocampo. "Il problema è del mister, non nostro, noi dobbiamo semplicemente farci trovare pronti quando ci sarà bisogno di noi e quando saremo chiamati in causa": Brighi è apprezzato non solo per le sue prestazioni, ma anche per il suo essere uomo squadra, per l'attaccamento alla maglia. Attaccamento alla maglia e ovviamente alla famiglia. Marco Brighi, l'ex compagno di squadra che lotta con la Savignanese per il primato in Eccellenza ("Anche lui ha ripreso gli allenamenti, stanno lavorando duro per ripartire subito bene, so bene dopo l'anno scorso quanto sia difficile e impegnativo quel campionato"), Matteo, il fratello che milita in B al Perugia. "Con Matteo siamo stati a cena venerdì sera, abbiamo guardato la partita del Napoli con il Crotone, ma quando siamo assieme di calcio parliamo poco!", racconta Andrea. Poi c'è Alessandro Brighi, classe '75, che gli appassionati di calcio dilettantistico ricordano molto bene per le splendide punizioni calciate con il destro: "Gioca ancora con gli amatori, non ha perso sensibilità al piede", dice in tono scherzoso il più piccolo dei fratelli. Rumors di calciomercato indicano Matteo Brighi come primo obiettivo di mercato del Santarcangelo, i due fratelli potrebbero trovarsi tra un anno avversari in Serie C. A proposito di calcio professionistico, "Brighino" ha vissuto da protagonista il ciclo di Biagio Amati, conquistando la promozione in Lega Pro nel 2010-2011, grazie alla palpitante vittoria ai rigori con la Turris, ma anche un playoff l'anno successivo. Una squadra che aveva una forte impronta riminese, tanti giocatori cresciuti nel vivaio come Vittori, Valeriani, Signorini, Marco Brighi, Semprini. Pagine importanti nella storia del Rimini Calcio: "Un periodo di quattro anni molto bello, è stata la mia prima esperienza in campionato veri, ma anche oggi stiamo costruendo un grandissimo gruppo con tanti ragazzi del posto". Passato, presente e futuro: non ci sono fantasmi dickensiani nel Natale di Andrea, ma è semplicemente la storia di un calciatore che ha costruito i suoi successi con l'impegno e il duro lavoro. Nato come terzino destro della difesa a tre, cresciuto come centrale di una difesa a quattro, oggi Andrea è una certezza, nella linea a tre, anche come regista del reparto: "Già l'anno scorso ho iniziato nel mio ruolo tradizionale per poi spostarmi al centro per gli infortuni di Cola e Gabrielli, sono contento di essermi trovato bene anche in quella posizione". Abbiamo prima citato il vecchio Rimini di Amati: in squadra, con Brighi, c'era anche Mastronicola, il tecnico del Triplete. In un anno e mezzo Brighi e compagni sono stati allenati da Mastro, Muccioli e Righetti, tre tecnici diversi, ma simili per molti aspetti: "Sono tutti e tre dei grandi lavoratori, durante la settimana si lavora parecchio dal punto di vista tattico e fisico. Mastronicola forse viveva di più la partita, ma per lui era più fresco il passaggio da giocatore e allenatore". Un percorso che, vestendo per un istante i panni del fantasma dei Natali futuri, percorrerà anche Andrea, tra una decina di anni, dopo altri successi e traguardi conquistati con la maglia a scacchi biancorossi.


Riccardo Giannini