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Sebastiani, il portierone pararigori dell'Athletic Poggio e i ricordi riccionesi: 'Giorgio Grassi il numero 1'

Sport Poggio Torriana | 19:15 - 22 Novembre 2017 Sebastiani, il portierone pararigori dell'Athletic Poggio e i ricordi riccionesi: 'Giorgio Grassi il numero 1'

Le mani sulla vittoria, con un occhio al vertice della classifica. Le solide mani di Alberto Sebastiani hanno bloccato il rigore di Stefanelli del Novafeltria, permettendo all'Athletic Poggio di vincere 1-0 il derby e di avvicinare, a un punto, la vetta occupata  proprio dai gialloblu di Fabbri e dal Morciano. Il portierone classe '85 rivive il momento decisivo: "Pensavo battesse Raffaello (Rinaldi, capitano del Novafeltria, n.d.r.), mi aveva già fatto gol due anni fa in Seconda Categoria e avevo studiato il suo modo di tirare dagli undici metri". Sul dischetto del rigore si è presentato invece l'attaccante della nazionale sammarinese: "Ho cercato di stare fermo il più possibile, poi ho battezzato l'angolo alla mia destra. In un rigore 'o la va o la spacca', ma come portiere c'è solo da guadagnare". Grazie a quella parata, l'Athletic Poggio ha guadagnato i tre punti, Sebastiani la soddisfazione di una vittoria sul Novafeltria ("per me è il vero derby con loro, finalmente li abbiamo battuti") e l'abbraccio dei compagni. A fine gara, il primo a cercare l'estremo difensore è stato l'altro portiere dell'Athletic Poggio, l'ex Vis Misano e Sant'Ermete Montagna: "E' un ragazzo d'oro, non ha mai saltato un allenamento. Se il mister lo dovesse scegliere, essendo anche un fuoriquota, sarò il primo ad essere contento". Sulla classifica attuale del Poggio, Sebastiani predica prudenza: "Non ci aspettavamo questa posizione, ma dobbiamo ricordare che prima di fare due vittorie nelle ultime due gare, eravamo a +3 dai playout". Prudenza legittima, anche perché domenica il Poggio respirerà aria di grande calcio allo stadio Nicoletti di Riccione, contro la formazione allenata da Daniele Daino. Sebastiani difenderà i pali nero-arancio da grande ex: a sedici anni infatti era nel giro della prima squadra del Riccione in Serie D, ai tempi di Sauro Nicolini. "Per me sarà una grande emozione, ma tra Vis Misano e Riccione ho anche tanti amici. Sono già partiti gli sfottò in previsione di domenica!", racconta divertito l'estremo difensore, che però esprime anche il rammarico per non giocare sull'erba, ma sul sintetico. Riavvolgendo il nastro della memoria, dopo Riccione ci fu nel 2004-05 l'Eccellenza con il Verucchio, come riserva dell'esperto Faedi, e un secondo posto alle spalle del Cervia di "Campioni", il reality di Mediaset che per due anni puntò gli obiettivi delle sue telecamere sulla società gialloblu. Non essendo più in età per ricoprire il ruolo di under e per portare avanti gli studi, Sebastiani scese in Prima Categoria: un anno al Rimini United e uno al Secchiano, prima dell'approdo al Tre Villaggi, dove incontra, come presidente, l'imprenditore Giorgio Grassi, oggi patron del Rimini Calcio. "Grassi è il numero 1, non ci ha fatto mai mancare niente, sempre presente, un imprenditore innovativo di successo che ha applicato molti principi dalla sua azienda al calcio", spiega Alberto, che sottolinea che i tre anni al Tre Villaggi sono stati gli anni più belli, purtroppo conclusi con un brutto infortunio. La sua carriera prosegue tra Villa Verucchio di Terza Categoria, Corpolò, Rivazzurra e un ritorno al Tre Villaggi. Nell'estate 2014 la decisione di appendere i guanti al chiodo e il trasfermento di residenza a Poggio Berni. Mancavano forse gli stimoli, ma i dubbi sono spazzati via, un anno dopo, dalla chiamata di Alessandro Fabbri, suo ex compagno di squadra divenuto l'allenatore del Poggio Berni. "Qui ho trovato il mio protettore, Franco Spadazzi, cugino del portiere del Pietracuta - scherza Sebastiani - ormai mi conosce meglio dei miei genitori!". Allenarsi con un gruppo di amici riporta gli stimoli e Alberto ritrova la forma dei giorni migliori, contribuendo ad una promozione e a una salvezza miracolosa del Poggio Berni. Si riparte con la fusione con l'Athletic Falco e siamo ora al presente: "Quando fai una fusione parti sempre con i piedi di piombo, ma dopo i primi allenamenti ho visto che la rosa era molto competitiva e lo staff tecnico importante, inoltre i dirigenti sono molto vicini alla squadra e questo porta entusiasmo". Quando si uniscono due squadre, l'amalgama degli organici è sempre un passo complicato ed è proprio in questi frangenti che l'esperienza dei veterani diventa fondamentale. Nel caso di Sebastiani anche la sua encomiabile socievolezza. 


Riccardo Giannini


Foto Giuseppe Miele