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Piergiorgio Cappelli, 'memoria storica' del meteo di Rimini: ecco i racconti tra nevoni e temperature polari

Attualità Rimini | 19:34 - 21 Novembre 2017 Piergiorgio Cappelli, 'memoria storica' del meteo di Rimini: ecco i racconti tra nevoni e temperature polari

Si chiama Piergiorgio Cappelli, è un riminese doc che ha da poco compiuto 77 anni ed è la 'memoria storica' del tempo di Rimini. Piergiorgio è famoso non solo tra gli addetti ai lavori e nei forum specializzati in meteorologia. Tanti riminesi infatti gli chiedono 'che tempo farà', conoscendo la sua competenza e la sua straordinaria passione per una disciplina scientifica, la meteorologia, che purtroppo oggi è per molti un business, con le app che spopolano sui telefonini ed editoriali dai toni aggressivi che annunciano calamità e nevicate epocali. Piergiorgio è uno sportivo, alpinista, maratoneta e ciclista, ma anche amante delle passeggiate immerse nella natura. Si definisce un 'Freddofilo', perché ama la neve e il gelo. La passione per il meteo gli è stata trasmessa dal padre, nato nel 1900 e morto a 100 anni nel 2000. "Lui era appassionato di meteorologia spicciola, meteorologia contadina, abitavamo dove oggi c'è la rotonda che collega via della Fiera alla Grotta Rossa. Una volta era zona di campagna e tante persone, prima di andare giù in centro a Rimini, chiedevano le previsioni a mio padre", racconta Piergiorgio. L'interesse per il meteo crebbe con i racconti dello storico nevone del febbraio 1929. A Rimini circa un metro e trenta cm di neve: "Mio fratello di due anni era malato di polmonite, mio padre andò alla farmacia Gozzi a prendere le medicine. Dentro c'era una stufa e un termometro: all'interno segnava 0 gradi". Spinto dalla sua indicibile amore per questa disciplina scientifica, Piergiorgio il 1 gennaio del 1955 iniziò a segnare, giorno per giorno, le temperature della sua città, Rimini. Fino agli anni '90 usando i classici termometri a mercurio, oggi invece prosegue la tradizione utilizzando le moderne stazioni meteo, con i sensori appositamente schermati per avere rilevazioni quasi perfette. La tecnologia, in questo caso, è di grande aiuto. Così come Internet: "Ho iniziato ad usarlo nel febbraio del 2000, non sapevo neanche cosa fosse un computer, ho imparato a 60 anni", racconta Giorgio. Internet infatti permette agli interessati del settore di studiare il movimento satellitare delle perturbazioni e di consultare i modelli previsionali e le proiezioni dei grandi centri meteo: "non aspettiamo le previsioni della televisioni e dei siti, guardiamo come può evolvere la situazione da soli", racconta divertito il nostro appassionato di meteo, chiamato dalla rete "Nonno Giorgio": "Sì, mi chiamavano così, negli anni duemila ero iscritto a una dozzina di forum". Oggi il forum punto di riferimento è Meteonetwork.it: luogo di incontro virutale, ma non solo. 'Gli stanzisti' della Romagna infatti si incontrano spesso per partecipare a convegni in tutta Italia, per cene, ma soprattutto per i "Nivotour": escursioni nei luoghi dell'entroterra 'baciati' dalla dama bianca. "L'ho fatto anche il 13 novembre scorso, sono andato sul Carpegna. Per dare sfogo a questa mia passione, a 77 anni, ho preso una Dacia Duster a quattro ruote motrici". Un altro passatempo di Giorgio è rappresentato dai tuffi in mare, in tutte le stagioni, anche di inverno. Lo stop arriva solo con le mareggiate: così il 21 novembre il nostro appassionato meteo si è tuffato dagli scogli della darsena di Rimini, dopo aver naturalmente misurato la temperatura dell'acqua con il termometro di mercurio: "12 gradi la temperatura del mare lo scorso 21 novembre, ovviamente in questi casi si può fare solo un tuffo, dopo un paio di minuti si rischia l'ipotermia". Tornando alla neve e ai dati raccolti dalla stazione meteo 'Cappelli', abbiamo un sorprendente -19 registrato sia il 14 gennaio che il 16 gennaio 1963, anno in cui nevicò con temperatura di -11 gradi; più recentemente il 12 febbraio 1985, la temperatura scese a -17°. Ma la nevicata più imponente fu il 7 gennaio del 1967: "Iniziò alle tre di notte e terminò alle 12 circa, caddero circa 80 cm di neve. Rimini era paralizzata", spiega Piergiorgio. In quegli anni lavorava presso la FRO (Fabbriche Riunite Ossigeno): dall'ospedale di Rimini, all'epoca in piazza Ferrari, partirono cingolati per arrivare in zona Caserma Giulio Cesare, dove si trovava la fabbrica, e ritirare le bombole d'ossigeno. Cartoline di un'altra epoca, quella in cui il Generale Inverno faceva davvero paura. E lo storico 2012? A Rimini ci fu un 'nemico' a guastare la festa degli amanti della neve: "Il 2012 fu una delusione in costa perché lo spessore massimo della neve fu circa di 25 cm, mi rodevo il fegato a pensare ai 3 metri di neve di Novafeltria. Il primo febbraio con bora caddero 88 mm di pioggia, poteva essere tutta neve". Se proprio volete rovinare la giornata a un appassionato come Piergiorgio, basta appunto una parola: bora. 

Riccardo Giannini