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'Locale frequentato da cocainomani': frase postata su Instagram si trasforma in denuncia per diffamazione

Attualità VillaVerucchio | 15:49 - 19 Settembre 2017 'Locale frequentato da cocainomani': frase postata su Instagram si trasforma in denuncia per diffamazione

Una pagina Instagram dedicata a Villa Verucchio sta facendo discutere, per via dei 'meme' pubblicati su di essa. I 'meme' sono delle foto a cui vengono sovrapposte delle scritte, come didascalie, creando delle battute in cui testo e foto si legano assieme. Un fenomeno molto comune in Internet, specie sui social network. La pagina in questione vorrebbe ironizzare su usi e consuetudini verucchiesi, ma tira in ballo alcuni imprenditori e commercianti della città, utilizzando toni particolarmente forti: un pizzaiolo (viene nominato il locale in cui lavora), ad esempio, è accusato senza giri di parole di essere tossicodipendente. C'è chi invece non è rimasto con le mani in mano di fronte a queste immagini, che possono configurare, in sede penale, una vera e propria diffamazione di tipo aggravato, a mezzo internet: è Paolo Gabriele, titolare del Ghetto46, preso di mira con una vignetta che ha peraltro raggiunto un numero considerevole di like, oltre 120. A scoprire l'immagine è stata la figlia: in essa viene rappresentato un ultraquarantenne con una pettinatura e abbigliamento tipici di un 16enne, mentre la battuta, che ha scatenato l'ira del ristoratore, descrive il locale come un luogo frequentato da gente cocainomane di più di 40 anni e 'in crisi mistica'. Gabriele ha dato mandato all'avvocato Piero Venturi per fare denuncia e per individuare il responsabile della pagina, che conta oltre 350 follower, e della pubblicazione delle irriverenti vignette. E' possibile che altri seguano il suo esempio, ma non solo: gli stessi avventori del Ghetto46, pur non essendo nominati esplicitamente, potrebbero agire per vie legali. Analizzando bene il materiale pubblicato - non mancano pure le bestemmie - è altamente probabile che gli amministratori della pagina siano tutti ragazzini.